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SALUTO DELLA PRESIDENTE BEATRICE DRAGHETTI AL CONVEGNO AGENDA 21

4 marzo 2005, San Filippo Neri

La Provincia di Bologna ha avviato il progetto Agenda 21 Locale nel 2000, contestualmente all’adesione alla Carta di Aalborg, alla campagna europea Città Sostenibili e al Coordinamento Agenda 21 Italiane.

Da cinque anni a questa parte quindi le politiche per la sostenibilità nelle aree dell’economia, dell’ambiente e della società vengono sviluppate a livello provinciale entro una cornice che fa riferimento alle strategie e agli orientamenti elaborati a Rio de Janeiro nel 1992, sotto il patrocinio delle Nazioni Unite. Queste strategie vedono le Amministrazioni e le Comunità locali come attori centrali e soggetti con maggiore responsabilità nella gestione del territorio, in termini di risorse e tutela ambientale ed energetica.

Le fasi di avvio del progetto sono state implementate nel 2001, con la ratifica di Giunta e Consiglio provinciali del Piano d’Azione, che individua 30 priorità riferite a tre macro-aree: Economia, Ambiente e Società.

Negli anni successivi la Provincia, assieme ai soggetti in partnership, ha continuato il cammino con le fasi operative e di realizzazione dei progetti. Attraverso due strumenti, il Piano Operativo dell’Amministrazione e i Progetti di Partnership, sono stati avviati vari progetti. Ne ricordo solo due, che hanno avuto tra l’altro finanziamenti esterni all’Amministrazione pubblica, che sono significativi della direzione su cui intendiamo proseguire.

La prima azione è stata sostenuta dalla Regione Emilia Romagna: Verde-acqua: conoscere condividere e risparmiare insieme ha avuto come obiettivo la promozione della cultura della salvaguardia ambientale e del risparmio delle risorse, nonché della conoscenza del concetto di biodiversità e di sviluppo sostenibile attraverso la condivisione del concetto di rete ecologica. Tutela della rete ecologica ed educazione al risparmio idrico sono il nocciolo di questa iniziativa.

In sintonia con questo orientamento è anche il progetto MicroKyoto, con il quale stiamo cercando di attuare a livello locale gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Si tratta di azioni per la riduzione dei gas serra: attraverso l'adesione a tale progetto i Comuni partecipanti si impegnano a realizzare azioni per ridurre sul proprio territorio l'emissione dei gas serra del 6,5% secondo le direttive che il protocollo di Kyoto ha fissato per l'Italia.
Il progetto, che avrà termine nei primi mesi del 2006, è stato avviato nell’ottobre 2004 ed ha visto finora l’adesione di 17 tra i maggiori Comuni della provincia.

Entrambe queste iniziative sono legate a campagne di sensibilizzazione che la Provincia sta svolgendo sul tema del risparmio energetico ed idrico. La prospettiva, come già ho accennato, non è quella di un piano d’azione per far fronte alle emergenze. Al contrario, si tratta di impostare strutturalmente strategie e politiche di miglioramento delle pratiche e dei comportamenti sostenibili sotto l’aspetto economico, ambientale e sociale.

All’attuale Amministrazione è ora affidato il compito di proseguire e confermare gli orientamenti preesistenti, nel quadro di Agenda 21 Locale ed Emas.

In particolare ad Agenda 21 Locale viene affidato il compito di consolidare un percorso di consultazione fra tutti i soggetti interessati in cui le Amministrazioni potranno apprendere dalla comunità locale e dai settori industriali informazioni necessarie per formulare le migliori strategie di sostenibilità. Il risultato atteso è l'avvio di un percorso/processo consapevole di miglioramento della qualità dell'ambiente naturale e sociale, e dello sviluppo, dove ad azioni promosse e direttamente attivate dalle Amministrazioni si affiancano azioni e programmi avviati su base volontaria da attori sociali ed economici, secondo principi di cooperazione, di integrazione e di sussidiarietà.

Per essere veramente un efficace strumento di partecipazione per la sostenibilità locale, Agenda 21 deve integrarsi con gli strumenti di pianificazione e programmazione dell’ente.
Alcune esperienze in questo senso sono già state realizzate.

In particolare segnalo il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, con il quale si intende gestire determinati ambiti non più “a cascata” ma secondo il modello della co-pianificazione, vale a dire concertando assieme a tutti i partecipanti alla Conferenza di Pianificazione le soluzioni da adottare.

Un altro progetto è il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive, che individua le strategie per azioni che rispettino l’equilibrio tra le risorse necessarie allo sviluppo del territorio e il rispetto ambientale.
Altre sono previste per il futuro, come nel caso della redazione del Piano Provinciale Gestione Rifiuti.

È chiaro che la strada da percorrere in questa direzione è ancora lunga e difficile. Mi sento però di aggiungere che la strada è già tracciata ed è quella giusta.

Aderendo al Coordinamento delle Agende 21 Italiane, la Provincia di Bologna riconosce l’importanza della messa in rete dei processi di Agenda 21. Tutti gli enti ed i soggetti coinvolti avranno, assieme, l’occasione di promuovere l’avvio di nuovi processi di Agenda 21.

Potremo mettere in comune le esperienze, le conoscenze, le informazioni acquisite e diffonderle, costituendo più facilmente partenariati e coinvolgendo istituzioni locali, nazionali ed europee. Infine, la maggiore e più efficace circolazione delle esperienze e delle informazioni favorirà lo sviluppo della ricerca e la formazione del personale delle amministrazioni coinvolte.

In quest’ottica e dentro questa cornice, la Provincia di Bologna, oltre a partecipare ai network nazionali e internazionali, intende favorire la creazione di reti di esperienze legate ad Agenda 21 anche a livello locale, tra i comuni del territorio bolognese, mettendo le proprie competenze a disposizione delle amministrazioni comunali che intendono avviare ex novo o dare continuità a processi di Agenda 21 Locale e favorendo il confronto e lo scambio di esperienze.





 






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