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SOTTOSCRIZIONE INTESA PER L'APPENNINO

17 febbraio 2005

Caro Presidente Errani, cari Sindaci, gentili ospiti,

è davvero con grande soddisfazione che inauguro con il mio saluto questa giornata che ha in sé i caratteri dell’approfondimento delle questioni che attengono il nostro territorio appenninico ma è altresì un momento di grande soddisfazione per un primo importante traguardo raggiunto: oggi viene siglata l’Intesa istituzionale di programma per l’Appennino bolognese.
Oggi centriamo un primo importante risultato che sappiamo essere già da subito ricco di ulteriori aspettative nell’ottica di dare alla montagna bolognese prospettive, opportunità, futuro.

L'uomo nei secoli ha modellato la montagna nel perenne confronto con le forze della natura, così da renderla, come oggi è, una formidabile risorsa di ambienti e paesaggi, di cultura e di storia, di edifici e percorsi della fede, di castelli e monumenti, di boschi, di acque, di prodotti agricoli e zootecnici che danno origine ad una ineguagliabile ricchezza gastronomica, ambientale e turistica.

I grandi valori della tradizione coniugati con le odierne conoscenze sono alla base delle attività di popolazioni che, superando anche gravi difficoltà, ancor oggi si organizzano in Comunità con capacità di autogoverno, volontà di rilancio economico, apertura al confronto ed alla sua innovazione. ,

Se I'Appennino abitato, coltivato, governato dovesse ulteriormente ridursi di popolazione attiva, grave sarebbe la perdita per tutta la Regione. E' rilevante il pericolo, incombente e continuo, che acque non regolate, e terreni abbandonati, farebbero pesare le conseguenze sulle città, sull'organizzazione civile e sull'apparato produttivo della pianura.

La montagna è il luogo naturale della diversità, della biodiversità ed è allo stesso tempo un luogo dio coesione territoriale, naturale e sociale. Diversità e coesione che caratterizzano anche i rapporti con la pianura. Vi è una interdipendenza evidente.

Dalla montagna viene l’acqua che beviamo e una percentuale rilevante dei boschi che depurano l’atmosfera. La montagna assicura la sostenibilità della vita di tutti. Qualsiasi politica attiva per favorire il benessere della montagna non può prescindere dunque dalla capacità di coniugare coesione e diversità.
Di tutto questo si sono accorti gli enti territoriali e le realtà private che hanno avviato un percorso comune per condividere soluzioni e prospettive di lavoro

Gli ultimi anni, con la celebrazione nel 2002 dell’"Anno Internazionale delle Montagne" sono stati l'occasione in Emilia Romagna e nelle sue comunità territoriali, per aprire una nuova stagione politico-culturale sulle strategie per valorizzare tutto il tessuto montano sul proprio territorio

Un lavoro che è partito da una lettura aggiornata della realtà di questi territori al fine di promuovere una politica integrata che consentisse di coordinare ed orientare le azioni delle Comunità Montane, delle Unioni dei Comuni montani, e degli altri enti con un particolare ruolo della Provincia, dei G.A.L., di tutti i soggetti privati e pubblici lungo le linee di sviluppo inserite nei programmi comunitari, nazionali e regionali.

Un lavoro convincente dal cui risultato dipendono le azioni che garantiranno alle popolazioni montane continuità e sviluppo di risultati, secondo i principi di sussidiarietà, integrazione e sostenibilità.

Un mese fa, precisamente il 14 gennaio, mi trovavo in Val Samoggia alla conferenza programmatica della Comunità Montana. Confermavo in quell’occasione la fiducia in un percorso che gli Enti locali, la Provincia e alcuni soggetti privati stavano compiendo all’interno di una legge regionale, la Legge Regionale 2, per giungere ad una Intesa per il governo e lo sviluppo del territorio appenninico e montano dell’area bolognese.

Oggi posso annunciare con soddisfazione che quel percorso è giunto al suo primo importantissimo passo. Il lavoro che ha portato all’’Intesa che sigliamo oggi ha visto la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna, delle Comunità Montane Val Samoggia, Alta e Media Valle del Reno, Cinque Valli e Valle del Santerno, dei tanti Comuni dei territori interessati, e di importanti soggetti privati quali la Fondazione CARISBO, la Camera di Commercio, le organizzazioni di categoria.

Questo primo passo è il risultato di un’azione di concertazione tra soggetti pubblici e soggetti privati e conta di coinvolgere il sostegno economico di entrambe le parti, prevedendo un primo investimento regionale di 6 milioni di euro per il prossimo quinquennio. E’ un nostro fermo impegno quello di reperire risorse per altrettanti 6 milioni di euro come compartecipazione degli Enti locali e dei privati.

Vorrei qui sottolineare le modalità di lavoro che hanno portato alla stesura del documento d’intesa: si è attivata una sinergia tra le capacità degli enti pubblici e del mondo privato.

Questa collaborazione ha permesso di accelerare i tempi di questa Intesa e favorirà un altrettanto rapida definizione degli accordi attuativi.

Si tratta di un esperienza originale e capofila in Emilia Romagna di cui siamo tutti molto fieri e che permetterà di mettere in valore risorse, competenze, energie che diversamente sarebbero lasciate ad un inutile frazionamento.

Sottolineo che la politica di governo attuata, vale a dire il “fare insieme”, il percorrere strade nuove insieme a tutti i protagonisti ed i soggetti coinvolti, non è sinonimo di una politica “dirigista” quanto piuttosto una ferma intenzione di condividere con pubblico e privato scelte che aderiscano e soddisfino pienamente le esigenze del territorio.

La politica della condivisione di percorsi ed obiettivi si rispecchia anche nella sostanziale concordia con cui il testo dell’intesa è stato accolto negli Enti locali, con una accettazione che è trasversale e prescinde dalle connotazioni politiche dei Comuni. Questa condizione positiva ci conferma nella percezione che abbiamo di essere sulla strada giusta verso un migliore governo del territorio montano ed un più efficace coordinamento degli interventi da effettuare.

Questo procedere assieme nella programmazione deve ora trovare una filosofia equivalente anche nell’attuazione dell’intesa.

L’intesa che oggi sottoscriviamo ha il pregio di individuare i punti di forza del nostro Appennino: sottolinea quelle che sono le aree e le competenze già affermate e che necessitano di consolidamento.

Nell’ottica della costruzione di una rete di sviluppo, esse possono favorire, in una azione sinergica, la crescita di quelle aree che oggi incontrano nuove difficoltà.

E qui entriamo nel secondo punto di forza dell’intesa: l’individuazione di quelle aree che vedono negli ultimi anni situazioni di difficoltà. Cito qui solo alcuni dei problemi che dovranno essere e saranno affrontati nel mandato attraverso lo strumento dell’Intesa: dal dissesto idrogeologico del territorio, ai problemi della mobilità pubblica e privata, dall’abbandono delle aree di crinale a favore delle valli alle crescenti difficoltà di manutenzione del territorio che ne derivano.

Sono queste situazioni che trovano una soluzione positiva o negativa nel rapporto tra la popolazione ed il territorio, tra le amministrazioni e la gestione del paesaggio.

Il coordinamento degli interventi che auspichiamo e proponiamo con l’intesa cerca di attirare le risorse finanziarie e creative per trovare soluzioni che non si limitino a singoli episodi ma divengano strutturali nell’ottica di fare sistema e di condividere fattivamente le esperienze positive.

Obiettivo primario è quindi il rilancio dell’Appennino in tutte le sue parti, con un sguardo rivolto anche alla risorsa del turismo, che aiuta a gestire e a dare sostegno alle grandi potenzialità ambientali e culturali della montagna bolognese.

Per mettere in pratica ciò che l’intesa è necessaria dunque la compartecipazione, fino ad ora assolutamente positiva, di tutti i soggetti coinvolti. L’attuazione dell’intesa sarà anche il banco di prova e di perfezionamento, nei prossimi anni, dello strumento cui oggi diamo vita.

Siamo dunque al primo passo, non al termine del percorso, convinti che ci sia ancora tanta strada da percorrere ma altrettanto convinti di esserci dotati oggi di uno strumento che ci consentirà quel successo che tutti auspichiamo.

Grazie.





 






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