foto draghetti
titolo

barra laterale

discorsi
 
 
INAUGURAZIONE DE "L'ESPLOSIONE DELLA CITTA'"

12 marzo 2005

“L’esplosione della città” è più di una mostra.
È un’esposizione, attraverso ausili multimediali, del volto che le città – 13 città europee che rappresentano altrettanti casi di profonde trasformazione urbana – hanno assunto o possono assumere.
È una sede di confronto, di divulgazione e di apprendimento, attraverso gli eventi che l’accompagnano e ne ritmano lo svolgimento. Tavole rotonde, proiezioni, conferenze e visite sul territorio, che mettiamo a disposizione dei visitatori di questa mostra come opportunità, ma che sono anche per noi l’occasione per potere approfondire – confrontandoci con altre esperienze – il tema del governo delle trasformazioni, della progettazione del territorio, della qualità e degli obiettivi dello sviluppo.
È un ulteriore strumento di cui ci dotiamo – ma che mettiamo anche a disposizione di tutti coloro che tengono a Bologna, che hanno a cuore il suo futuro, perché possano partecipare alla sua definizione – per legare, influenzandosi reciprocamente, due tratti importanti dell’azione di governo:
• da un lato la funzione tecnica di programmazione e di coordinamento, perché immaginare e realizzare lo sviluppo, il cambiamento di un territorio, le risposte da dare ai bisogni dei suoi cittadini e le opportunità per realizzare i loro desideri, significa pensare prima delle azioni, conoscere quello che è per poter dire con ragionevole credibilità quello che sarà;
• dall’altro lato la volontà politica di farlo secondo precisi indirizzi programmatici, obiettivi e valori che sono il frutto della nostra storia, personale e collettiva.
Questa mostra che abbiamo realizzato grazie a collaborazioni importanti, grazie alla disponibilità ed all’impegno di tanti soggetti che voglio ringraziare:
dalla Fondazione Carisbo, il cui contributo ha reso possibile questo evento, al Settore Pianificazione Territoriale della Provincia, che ha coordinato l’evento; dall’Iuav di Venezia e Francesco Indovina, curatore scientifico della mostra e del catalogo, alla Collezione d’arte e di storia di San Giorgio in Poggiale, che ospita la mostra; dall’Università di Bologna (corso di laurea in scienze geografiche), alla Cineteca di Bologna, alla Sala Borsa Eventi, che hanno collaborato alla realizzazione delle iniziative collaterali, fino a Comune di Bologna, ATC, SAIE Due Living, che hanno patrocinato l’evento e Citylab, che ha progettato l’allestimento della mostra e contribuito alla cura degli eventi collaterali; e che ha rappresentato un grande impegno per la Provincia, è anche un tentativo – e se guardo all’esposizione, che ora potrete ammirare, direi ben riuscito – di dare, ad un tema complesso e difficile come quello della trasformazione del territorio, della sua evoluzione, del suo sviluppo, una forma di proiezione esterna che possa allargare la platea dei suoi potenziali fruitori, di coloro che possono esprimere pareri, opinioni, proporre idee e progetti, utilizzando strumenti e forme sino ad oggi appannaggio prevalente, se non esclusivo, di temi più “culturali”.

Ma in fondo se ci pensiamo bene, la forma delle trame territoriali che esprimono l’organizzazione sociale, le relazioni economiche e personali che si instaurano in una comunità complessa, esprime la cultura profonda di un territorio. Le forme delle case, la collocazione delle residenze, delle industrie e dei servizi, l’alternanza tra vuoti e pieni nel paesaggio, le infrastrutture per la mobilità, sono altrettanti indicatori della cultura che un popolo, una comunità esprimono.
Frutto di contaminazioni tra identità e bisogni differenti, tra processi locali e di più ampia portata, tra ciò che vorremmo e ciò che siamo.

“L’esplosione della città” identifica un processo in cui tutto questo è presente. Un processo non solo urbanistico ma anche e soprattutto culturale. Dalla fuga dalla città delle residenze, alla grande esplosione delle funzioni di servizio; dalle dinamiche del traffico e degli spostamenti, alla scomparsa di attività e alla comparsa di nuove professioni, abbiamo di fronte interrogativi a cui ci approcciamo sapendo che non si tratta solo di disegnare un nuovo tracciato delle posizioni e dei collegamenti dei volumi e delle funzioni della città, ma a definire – anche attraverso essi – quale progetto e quali obiettivi per la nostra organizzazione sociale, quale qualità della nostra vita.

Un ambizioso progetto di governo che deve porre rimedio a squilibri che negli anni si sono generati, che deve ridislocare funzioni, ridisegnare una mappa delle opportunità, dei diritti e dei doveri, al quale abbiamo provato a dare forma e strumenti attraverso il PTCP a cui è dedicata una sezione di questa mostra e che – sempre seguendo il filo della divulgazione per favorire la consapevolezza e la partecipazione – abbiamo anche tradotto in un volume oggi in distribuzione con un quotidiano cittadino.

Bologna si è candidata ad ospitare questa mostra perché è pienamente inserita in questo processo di ridefinizione della sua forma e perché ha provato, appunto, attraverso il PTCP, la Conferenza Metropolitana, l’attività di pianificazione urbanistica integrata, di governare questo processo assumendone le potenzialità, ma anche i limiti per dare vita ad una nuova stagione di governo.

Le domande che i curatori della mostra pongono ad introduzione della stessa:
• sono necessari nuovi organi amministrativi sovracomunali?
• sono necessari progetti collettivi di sostenibilità ambientale?
• è necessario un piano della mobilità delle città in rete?
• questi progetti avranno la scala della città metropolitana?
• quali strategie di crescita economica e di equità sociale?
sono le stesse che ci siamo posti guardando alle trasformazioni di Bologna e della sua provincia, le stesse che stanno all’origine del PTCP e della sua declinazione in indirizzi ed atti di governo, le stesse che ogni giorno segnano, indirizzano, il nostro lavoro.

Bologna è cambiata molto e molto dovrà cambiare. Noi vogliamo governare questo processo cercando di integrare le diverse esigenze e le diverse realtà, creando meccanismi di compensazione e di azione solidale tra i diversi territori, definendo indirizzi unitari e progetti metropolitani per l’infrastrutturazione del territorio, per la definizione dei livelli e dei limiti dello sviluppo, per l’individuazione delle tutele e delle salvaguardie necessarie a dare alle trasformazioni ed all’evoluzione dell’area bolognese un segno di qualità.

Noi abbiamo posto alla base di questo percorso il concetto di rete di municipi per dare l’idea che Bologna supera il dualismo città-campagna, non con una inclusione indifferenziata dei comuni della provincia nel tessuto urbano della città capoluogo, ma con l’obiettivo di creare nuovi equilibri che valorizzano differenze e peculiarità, che affermano reciprocità e collaborazione. Se Bologna si è “metropolizzata” nel corso degli ultimi anni, rompendo i suoi confini naturali ed invadendo la campagna, noi vogliamo realizzare “Bologna metropolitana” in cui tutta l’area bolognese forma una comunità di comunità, un territorio in cui convivono e si valorizzano le diversità e le peculiarità che ne costituiscono la ricchezza ed il tratto distintivo.

In questa esposizione illustriamo il progetto di governo delle trasformazioni, confrontandolo con altre esperienze di livello europeo, perché è l’Europa la dimensione con la quale Bologna può e vuole misurarsi.
L’invito che faccio a tutti è quindi quello di visitare la mostra e seguire gli eventi collegati. Partecipare consapevolmente alla costruzione del nostro futuro è un’opportunità ed una necessità. Un’opportunità perché il progetto possa realizzare città e territori che assomiglino ai migliori desideri di ognuno, una necessità perché solo dal concorso di culture, sensibilità, idee diverse può nascere una sintesi efficace ed equilibrata in cui ognuno trovi il proprio giusto posto.





 






      Per parlare con la redazione del sito scrivi
      all'indirizzo organizzazione@beatricedraghetti.org
www.provincia.bologna.it