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CONGRESSO PROVINCIALE COLDIRETTI
28 gennaio 2005
Mi è particolarmente gradito portare in questa sede, agli invitati, ai produttori aderenti alla Federazione Provinciale Coldiretti di Bologna ed ai dirigenti di questa Organizzazione, che celebra oggi la sua assemblea congressuale, il saluto dell'Amministrazione Provinciale.
L'importanza ed il ruolo dell'agricoltura nell'economia nazionale ed in particolare per il nostro territorio è un fatto che tutti riconoscono per il contributo fondamentale su temi come la qualità delle produzioni, la sicurezza alimentare, il legame fra prodotto e territorio, lo sviluppo ecosostenibile.
Questi temi sono stati da noi ritenuti prioritari rispetto alle politiche che la Provincia è impegnata a realizzare nei prossimi anni e trovano evidenziazione nel programma di mandato.
Credo che dalla vostra assemblea congressuale potranno emergere dei contributi importanti, soprattutto in una fase non certo positiva della vita economica del paese e dell'agricoltura in particolare.
Insieme dobbiamo cercare sempre più di fare sistema unendo capacità, risorse, idee, affinché la nostra agricoltura possa ritrovare una nuova dimensione rispetto ad un contesto che non è più solo europeo - in cui ormai ci riconosciamo a pieno titolo - ma si allarga alle sfide internazionali.
Questa prospettiva non deve però fare perdere, ma al contrario rafforzare, il grande patrimonio di identità, di storia, di risorse produttive e non, che sono un valore irrinunciabile per l'intera nostra collettività.
In tempi di globalizzazione e di umanità come villaggio globale il rinnovamento dei fondamentali dell'economia mondiale richiede un approccio dei temi dello sviluppo e della crescita della società nazionale che coniughi sviluppo con qualità della vita .
Si tratta di chiamare in causa tutte le componenti economiche e sociali della comunità a partecipare alle scelte ed a mettere in comune tutte le risorse per potenziare le risposte collettive in termini di innovazione e di sviluppo.
L'agricoltura non è più, se mai lo è stato, un settore dal potenziale in via di riduzione ma invece un soggetto economico sempre più coinvolto nei processi di rinnovamento sia dei contenuti produttivi che nelle tecniche applicate.
Inoltre il ruolo delle sue organizzazioni sia sotto il profilo delle aziende individuali che di quelle cooperative è sempre più importante nell'impegno a ridurre il peso dell'import che in quello della difesa dei cittadini sotto l'aspetto dei costi dei consumi primari che per il controllo della qualità dei prodotti.
La condivisione di queste finalità da parte della Coldiretti, ma più in generale dall'associazionismo, che è uno dei pilastri della nostra storia politica e sociale, contribuirà a dare impulso a un nuovo corso nel segno di un'agricoltura "rigenerata", così come auspicato, fra l'altro, dal vostro Presidente Bedoni, nell'Assemblea Nazionale del Dicembre scorso.
A questo proposito voglio qui ricordare l'importante e fattivo contributo della vostra Organizzazione che ha portato il tema dell'agricoltura ad essere iscritto nell'agenda politica e nel dibattito nazionale.
La dimensione che questo settore ha acquisito, anche grazie al mutato quadro normativo intervenuto, offre nuove possibilità di organizzare le vostre imprese. Da qui occorre partire per ridefinire programmi ed assetti di sviluppo soprattutto ora, con l'entrata in vigore della nuova Politica Agricola Comunitaria.
Aggiungerei, se me lo consentite, anche altri temi di particolare rilievo su cui concentrare i nostri sforzi.
Prima di tutto l'unità del mondo agricolo, da perseguire anche in ragione della propria diversità; a seguire il tema del ricambio generazionale, il miglioramento nell'organizzazione dei produttori, la dimensione delle imprese, la ricerca e l'innovazione.
E poi il tema del caro prezzi con l'impegno delle istituzioni a proporre iniziative per migliorare l'efficienza e la trasparenza della filiera agro-alimentare dal produttore al consumatore, tramite il rafforzamento degli accordi interprofessionali, così come auspicato dall'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio Provinciale nella seduta dell'11 gennaio 2005.
Queste priorità diventano condizioni fondamentali nel momento in cui i nostri sistemi produttivi devono sempre più confrontarsi con un mercato allargato e concorrenziale, a fronte di un quadro di tagli di risorse finanziarie pubbliche.
Occorre quindi mirare le risorse disponibili verso quelle priorità strategiche che il settore richiede, utilizzando a questo proposito lo strumento della concertazione tra il pubblico e le componenti sociali interessate, superando i particolarismi che sono un altro grande limite allo sviluppo ed alle trasformazioni necessarie.
La Provincia è impegnata a perseguire iniziative che vanno in questa direzione, in ragione delle competenze ricevute e con il concorso ed il coinvolgimento diretto di tutte le componenti istituzionali e del mondo economico-sociale interessate, per affermare il nostro "fare sistema".
Auguro a tutti voi buon lavoro.
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