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CONVEGNO DI APERTURA DEL COMPA
3 novembre 2004
Grazie innanzitutto per avermi invitato all'inaugurazione di questa edizione del Compa. Un luogo di confronto che ritengo importante per lo sviluppo della comunicazione ma soprattutto per l'amministrazione pubblica. Volentieri siamo quindi qui per l'11° anno a fare il punto e a confrontarci su un mondo che, grazie anche al Compa, ha assunto una crescente rilevanza.
E' quindi importante essere qui per me soprattutto in quanto amministratrice bolognese: il Compa è nato a Bologna perchè questa è un po' anche la città della comunicazione. E' la città di un'importante Scuola di Giornalismo, della Facoltà di Scienze della Comunicazione. E' la città del Dams, della Cineteca e di Iperbole. E' anche la città dove l'Associazione della Comunicazione Pubblica ha trovato un forte radicamento.
In questi dieci anni la Comunicazione Pubblica ha fatto grandi passi avanti sia dal punto di vista legislativo che nella prassi.
Le fondamentali leggi dei primi anni '90 (la 142, la 241 e il Decreto legislativo '93) rappresentano i capisaldi di una diversa concezione del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini. Con la legge 150 si fa un ulteriore passo avanti. Comunicare con i cittadini diventa un obbligo non più una facoltà. Un grande punto di arrivo dunque, un'affermazione della comunicazione pubblica che va di pari passo con il rafforzamento del movimento delle autonomie locali: più ci si avvicina al cittadino più la comunicazione diventa strategica.
Ma anche un punto di partenza, una forte base giuridica, culturale e professionale, per poter dispiegare tutte le potenzialità, anche riformatrici, che la comunicazione contiene.
Ma non sono tutte rose e fiori e anche per questo momenti di riflessione e di scambio di esperienze come il Compa sono e saranno sempre più utili.
L'applicazione della 150 è infatti ancora insoddisfacente, applicata a pelle di leopardo sul territorio nazionale, al di sotto delle potenzialità che la legge contiene. Occorre dare nuovo impulso, creare i presupposti per un rilancio complessivo della comunicazione pubblica ponendola realmente al servizio del cittadino e del processo riformatore.
Si avvertono infatti qua e là spinte a considerare la comunicazione pubblica un mezzo di propaganda, una serie di slogan pubblicitari.
Su questo punto la guardia deve restare alta, soprattutto da parte degli operatori dl settore che qui al Compa trovano ampi momenti di confronto e occasioni di crescita professionale.
Occorre che al centro dell'azione comunicativa delle Pubbliche Amministrazioni ci siano i bisogni e le aspirazioni del cittadino, una comunicazione fortemente vocata all'ascolto.
"La comunicazione per un volto amico delle istituzioni" come ho scritto nel programma di mandato che ho presentato proprio la scorsa settimana in Provincia.
Credo infatti che la comunicazione rivesta un'importanza strategica per la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e amministrative dell'Ente. Anche per questo ho istituito uno specifico Assessorato allo scopo di consentire alla comunicazione di superare la sola dimensione tecnico professionale che, per quanto pregevole possa essere, conserva sempre il limite di un'attività di supporto che rincorre o asseconda in qualche modo gli eventi, senza invece costituirne parte integrante, come dovrebbe: una comunicazione tesa a facilitare i processi di comprensione delle realtà socio-territoriali e delle relazioni tra queste e le dimensioni, quantomeno, nazionale ed europea.
In questo modo la Provincia di Bologna ha ritenuto di recepire e rilanciare il processo riformatore che ha visto protagonista il sistema delle autonomie locali nell'ultimo decennio.
Comunicare dunque sia per trasmettere il rafforzamento dell'immagine dell' Ente, che per le accresciute competenze ha un ruolo sempre più importante nel sistema locale di autonomie locali e nella Regione, sia come servizio al cittadino che sempre più deve essere considerato come il nostro editore di riferimento.
Per servizi sempre più efficienti e vicini al cittadino un ruolo essenziale è svolto, e lo sarà sempre più nei prossimi anni, dall'e-government che coinvolge ed attraversa l'intera Amministrazione Pubblica, imponendo un ripensamento globale del modo di fare Amministrazione sia nel rapporto fra Enti sia, e soprattutto, nei confronti di cittadini ed imprese.
Reti territoriali collegate alla rete unitaria delle Pubbliche Amministrazioni saranno determinanti per sviluppare strategie e politiche di e-government.
Un territorio che "faccia rete", dunque, che comunichi sempre di più al proprio interno (tra Amministrazioni pubbliche, tra queste e gli altri Enti, con le imprese…) ma che non si chiuda su se stesso. Occorre guardare all'esterno e in particolare all'Europa.
E' dunque significativo che il Compa abbia colto questa esigenza dedicando l'edizione proprio all'Europa. Un'esigenza di "Guardare all'Europa" che in questi giorni si è ulteriormente rafforzata con la storica firma della Costituzione Europea a Roma,
Anche noi come amministratori locali dobbiamo mettere a disposizione dei nostri cittadini tutti gli strumenti necessari per favorire questo sguardo verso l'Europa, per sentirci davvero Cittadini europei.
Un primo parziale contributo in questa direzione pensiamo di offrirlo, come Provincia, creando gli Info Point Europa, a livello decentrato sull'area metropolitana bolognese in accordo con gli Enti Locali interessati, come luogo di crescita della "cittadinanza europea" e di diffusione di conoscenze sulle problematiche legate alla Costituzione Europea, ai trattati, all'adesione di nuovi Paesi all'Unione. Un luogo di diffusione di informazioni e servizi, di ascolto della domanda emergente, un laboratorio propulsore.
Altri strumenti comunicativi che riteniamo utili come contributo dell'amministrazione locale per un territorio sempre più vicino all'Europa sono: campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema della Costituzione europea e dell'allargamento rivolte principalmente alle scuole e alla società civile.
Attiveremo inoltre un servizio informativo e di supporto per monitorare costantemente i bandi e i programmi promulgati dalle strutture competenti internazionali, per valutare l'interesse e l'opportunità di partecipazione in adesione ai nostri obiettivi programmatici, per formulare e coordinare, le proposte di partecipazione ai programmi.
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