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INAUGURAZIONE COMPA 2005
03 novembre 2005
Vengo sempre molto volentieri al Compa perché lo considero un luogo di confronto importante per lo sviluppo della comunicazione. Un appuntamento di riflessione ed analisi del presente e del futuro delle PA.
Il tema di quest’anno è poi particolarmente stimolante: “Le nuove frontiere della comunicazione pubblica”. Un occasione per fare il punto sullo stato delle pubbliche amministrazioni sia sul fronte delle tecnologie, strumento fondamentale per avvicinare istituzioni e cittadini, che più in generale su quello della comunicazione pubblica.
Per quel che riguarda le tecnologie, con punte di eccellenza e situazioni non all’altezza dei tempi, è indubbio che nel complesso la PA, soprattutto nella sua dimensione locale, abbia compiuto notevoli passi avanti. Ci sono realtà, come ad esempio la nostra, ove l’impiego generalizzato delle nuove tecnologie ha consentito di avviare seri e solidi processi di e-government. Occorre consolidarli e soprattutto coniugarli con un’altra opportunità che le nuove tecnologie offrono: la e-democracy. Occorre cioè passare da una funzione informativa ad una partecipativa, da una semplice offerta di servizi in rete a strumenti per la partecipazione e la consultazione dei cittadini. Questo ci chiedono gli italiani che usano internet che ormai si avvicinano a rapidi passi verso il 50%.
Da questo intreccio può sortire quel salto di qualità necessario a saldare gli obiettivi di efficienza ed efficacia con quelli di una più elevata partecipazione alla vita pubblica per accrescere il senso di comunità.
Un salto di qualità che se vuole essere completo non può prescindere dalla definitiva rottura di quella cultura autoreferenziale ancora presente negli Enti, che tiene ancora lontana la gente dalle istituzioni e non migliora la qualità delle risposte.
Perché questo processo prosegua a rapidi passi occorre indubbiamente fare più squadra tra le varie amministrazioni, così come in qualche modo l’e-government sollecita. Da questo punto di vista, occasioni come quelle offerte dal Compa sono preziose e mi auguro che possano sempre più consolidarsi.
Vorrei sottolineare un ultimo aspetto che riguarda le strutture e le figure professionali che operano nelle PA. Un aspetto che può sembrare interessante solo per gli addetti ai lavori ma che è invece molto importante per affermare una cultura della comunicazione pubblica che abbia al proprio centro non la ricerca della visibilità, ma il preciso dovere di metterci in relazione nel modo più corretto, completo ed efficace con i cittadini.
Una vicenda che proprio nei giorni scorsi ha avuto una tappa secondo me importante. Il pronunciamento del giudice del lavoro che riconosce il diritto della Federazione nazionale della Stampa di sedersi al tavolo delle trattative con l’Aran per l’applicazione del contratto giornalistico nazionale agli uffici stampa. Saluto questo passaggio come importante proprio per affermare all’interno delle PA quei principi di comunicazione che richiamavo ora.
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