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INTERVENTO AL CONGRESSO PROVINCIALE DEI DS

Bologna, 9 dicembre 2004

Care amiche e cari amici,
mi fa davvero molto piacere portarvi il mio saluto caloroso: è il saluto di un amica dei Democratici di Sinistra.

Questo vostro congresso è un importante momento anche per ribadire il successo del progetto politico che abbiamo messo in campo nelle elezioni amministrative di giugno e che ci ha portato ad un risultato così pieno e così entusiasmante.

Un progetto e un successo fatto di molto impegno, di molte persone, di molti volti. Quindi questa è per me anche l’occasione per ringraziare di tutto il sostegno ricevuto dalle compagne e dai compagni DS, esplicitato in tanti modi e soprattutto nella animazione capillare e appassionata sul territorio.

Per tutti, per la capacità di conduzione politica, lungimiranza e coraggio voglio ringraziare qui oggi, sapendo di farmi interprete di un sentimento diffuso, il segretario provinciale dei Democratici di Sinistra, Salvatore Caronna.

Quella convinzione, quelle idee fatte progetto che sono il presupposto del nostro impegno nelle amministrazioni cittadine e provinciali sono anche uno strumento straordinario per definire un progetto di governo che, partendo dalle comunità locali, si realizzi e si presenti come una reale alternativa al fallimento totale del Governo Berlusconi, che nessuna censura o artificio mediatico è oggi in grado di nascondere.

E’ dallo smascheramento di questa crisi e dalla necessità di offrire risposte credibili e adeguate alle domande che la società pone, che deve partire la nostra proposta per il rilancio del Paese.

Noi vogliamo essere pronti alla sfida.

Proprio dalla esperienza di governo del territorio, dai percorsi avviati nelle comunità locali dobbiamo ripartire per definire un progetto per l’Italia.

E’ indubbio infatti che una delle rappresentazioni più fedeli ed unitarie del centrosinistra si ha nel quotidiano esercizio della democrazia governante.

L’Alleanza è grande e ancor più democratica proprio nelle tante amministrazioni in cui è chiamata ad assumersi importanti responsabilità di governo, dove cerca e fa proprie soluzioni condivise, quando individua la definizione di un comune progetto.

È in corso sul territorio un lavoro quotidiano in cui idee, identità e culture si rinnovano e si valorizzano nell’incontro con le altre, per corrispondere sempre meglio ai mutamenti delle dinamiche economiche, sociali, e civili dei nostri territori, per dare risposte serie ed aggiornate.

La comunità bolognese vive processi di innovazione e mutamento in cui è grande il livello di interdipendenza con altri processi, altri luoghi, altre comunità. Questo ci apre lo spettro pressoché infinito delle opportunità e al contempo evidenzia spazi di crisi.

Nei processi di globalizzazione dei saperi, delle risorse, delle opportunità la comunità bolognese, fatta di un policentrismo di ricchezze e risorse, è un soggetto competitore preparato al successo.

Tenere in un orizzonte comune lo sviluppo dei processi economici, lo spazio all’innovazione e la promozione delle persone, dei legami fra loro, di relazioni capaci di produrre una governance condivisa è il modo in cui abbiamo scelto di declinare la modernità.

Regione ed Autonomie locali sono l’asse strategico capace di sostenere il passo della globalizzazione, garantendo lo sviluppo armonico e la trasformazione dell’intero territorio regionale.

Dinamiche virtuose si sono prodotte in questi anni e chiedono oggi un adeguato sostegno.

Chiedono innanzitutto di completare il cammino verso una piena riforma in senso federale dello Stato.

Dove per noi federalismo si coniuga inscindibilmente con quella solidarietà e quella coesione sociale e civile che da sempre costituiscono il tessuto connettivo del nostro Paese.

Il processo accentratore in atto ad opera del governo non trova tregua e sta umiliando il protagonismo delle Regioni e degli Enti Locali sulla scena nazionale ed europea.

Il cammino di cui vogliamo invece essere promotori parte dalle nostre comunità locali, passando per lo snodo fondamentale delle Regioni, e guarda all’Europa come naturale campo da gioco in cui noi ed ancor più i più giovani saremo chiamati a spendersi e a cooperare.

Questo cammino chiede il dispiegarsi di una cultura riformista capace di farsi progetto, ha bisogno della cultura di governo dell’Ulivo.

L’Ulivo è stata ed è una lucida scommessa su un progetto difficile e ambizioso, molto ambizioso. Quello di provocare una convergenza, un incontro virtuoso tra i migliori esiti delle tradizioni politiche riformatrici, nel quadro di un sistema bipolare non più omologabile alle vecchie suddivisioni ideologiche, espressione di nuovi contenuti ideali e programmatici da elaborare attraverso il confronto vitale con le domande di una società avanzata.

Facendo tesoro dei passaggi, a volte molto complessi, che hanno segnato il nostro cammino, possiamo oggi dare rinnovato impulso all'evoluzione di un impegno e possiamo avanzare verso la seconda fase.

Una nuova sfida che trova il suo presupposto nella storia di questi anni.
Una responsabilità che arriva al termine di un percorso che abbiamo condiviso insieme, dal 1995 ad oggi, nei comitati per l’Italia che vogliamo, nei partiti e nell’esperienza amministrativa.

La costruzione di una alleanza ampia e credibile nel progetto e la realizzazione della federazione dell'Ulivo sono oggi la condizione imprescindibile per costruire un'opposizione forte, seria e credibile al governo Berlusconi e per preparare con speranza di vittoria le prossime elezioni politiche.

E’ importante lavorare moltissimo per costruire un progetto che si fondi su costanti condivise e non su variabili, figlie dell’opportunità del momento.

Bisogna lavorare moltissimo sui contenuti in un esercizio della responsabilità che garantisca alle idee buone di emergere senza l’ossessione della loro paternità.

Per farlo abbiamo le energie, le intelligenze e le esperienze, una presenza capillare, autentica, riconosciuta, capace di farsi sentire e per questo percepita ed apprezzata dai cittadini…altro che giovani promoter…

E’ cresciuta in questi anni anche una classe dirigente nuova. Un gruppo di amministratori di diversa provenienza culturale, politica e professionale che si è affinato nel quotidiano esercizio amministrativo.
Un gruppo che ha consegnato al centrosinistra figure di alto profilo amministrativo.

Penso naturalmente innanzitutto, concedetemi un po’ di partigianeria, agli amici e colleghi che condividono con me l’esperienza del governo della Provincia, in primis il vice presidente della Provincia, Andrea De Maria che ringrazio per il lavoro competente e generoso che svolge.

Pensare al futuro significa pensare alle persone che di quel futuro, anche prossimo, saranno protagoniste.

Vorrei che veramente e non solo come genere letterario, nel nostro amministrare oggi e nel nostro progetto per l’Italia domani, includessimo le preoccupazioni, le speranze e le attese dei giovani.

Dobbiamo andare a cercare i giovani nei luoghi dove essi stanno, ascoltarli, migliorare la capacità comunicativa verso di loro, coinvolgerli.

Dobbiamo immaginare risposte magari mettendo in discussione anche noi stessi, la nostra capacità di parlare al loro cuore e alla loro testa.

Dunque il futuro come criterio delle nostre scelte di ogni giorno: l’ho detto tanto il campagna elettorale, è lo spirito del nostro programma di mandato.

Edgar Alan Poe dice che “coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte”…. Se riusciremo davvero a parlare alle persone, a condividere con loro gli obiettivi, a mobilitare energie positive, allora sì, sapremo tutti insieme accendere speranze e costruire la concretezza di un sogno

Per questo sono convinta che sia necessario accogliere e sviluppare la proposta di Romano Prodi.

Una proposta che intercetta l’esperienza di tutti noi. Una proposta per l’unità, un’unità inclusiva, aperta, rispettosa delle differenze e capace di esaltare le convergenze.

Dai nostri territori, dalla loro storia, dalla loro esperienza amministrativa può venire un impulso decisivo.

Nessuno può negare che Bologna, le sue comunità territoriali, siano da sempre culla e laboratorio dell’Ulivo.

Da qui dobbiamo ripartire. La sfida delle elezioni regionali del prossimo anno è il primo passo per costruire le basi di una credibilità che ci consentirà di tornare a governare il Paese.

Noi abbiamo una responsabilità in più.

Una responsabilità a cui ancora una volta i Democratici di Sinistra daranno un contributo importante, quello di un soggetto politico aperto, plurale, in cui c’è la capacità di cooperare, di fare insieme, di scommettere sul “fare comunità”.

Un partito forte, convintamene riformista, in grado di promuovere un’azione volta a costruire una coalizione plurale che trova unità intorno a regole e valori condivisi.

Sono contenta di essere vostra compagna di viaggio.

Sinceramente esprimo il riconoscimento ed il ringraziamento per un lavoro che i Democratici di Sinistra hanno svolto e svolgono, teso a favorire l’unità del centrosinistra.

Mounier diceva che “la più grande virtù politica è non perdere il senso dell'insieme”..noi, ne sono certa, non lo perderemo e per questo andremo con fiducia incontro ad un futuro ancora ricco di soddisfazioni. Grazie.





 






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