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SALUTO DELLA PRESIDENTE AL CONGRESSO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

25 febbraio 2005

Carissimi,

sono trascorsi ormai otto mesi da quando abbiamo cominciato insieme il cammino nell’Amministrazione provinciale.

Questo vostro congresso è un importante momento anche per ribadire il successo del progetto politico che abbiamo messo in campo nelle elezioni amministrative di giugno e che ci ha portato ad un risultato così pieno e così entusiasmante.

Questo congresso mi da l’occasione per ringraziare voi tutti, compagne e compagni di Rifondazione Comunista, che mi avete accordato la vostra fiducia in campagna elettorale, sostenendo un lavoro duro e capillare di comunicazione sul territorio nella costruzione di un primo consenso alla coalizione. La passione che vi contraddistingue è stata certamente preziosa per il risultato brillante ottenuto il 13 giugno scorso. Vi ho sentiti vicini e spero davvero che in questi cinque anni che passeremo insieme questa sensazione di vicinanza e comunanza di obiettivi sia sempre condivisa.

Oggi, a otto mesi di distanza dall’insediamento, voglio anche ringraziarvi per l’impegno dei vostri eletti in tutte le attività della nuova Amministrazione. In particolare, colgo l’occasione per ringraziare per la collaborazione positiva e produttiva Giuseppina Tedde, Assessore al Patrimonio, edilizia e provveditorato, e sottolineo l’ottimo rapporto professionale e umano che con Giuseppina abbiamo instaurato, come singoli e come giunta.

Abbiamo cominciato l’avventura elettorale proponendoci una modalità di azione politica che facesse riferimento alla partecipazione ampia della popolazione ed abbiamo continuato in questa direzione basando il nostro Programma di mandato sul dialogo e sulla ricerca del consenso più ampio possibile alle scelte di governo.

Emerge nelle politiche del attuale governo nazionale una sempre maggiore centralità dell’individuo a scapito della persona, delle sue paure a scapito delle sue opportunità, dei suoi privilegi a scapito dell’interesse generale.


La modalità di scelta e di governo privilegiata è quella del decisionismo unilaterale, che impone discussioni troppo rapide su tematiche che interessano la società italiana intera e rifiuta ogni confronto con le parti coinvolte.

I danni di questo atteggiamento sono visibili a tutti noi ed il sostanziale fallimento del governo nazionale attuale è il presupposto di quei toni aggressivi ed irresponsabili con cui la maggioranza ha aperto la gara elettorale alle politiche del 2006.

Possiamo dire, invece, che la strada scelta insieme a voi a Bologna è quella giusta e che ha già dato i primi importanti frutti.

Questa convinzione, le nostre idee fatte progetto che sono il nostro quotidiano impegno nelle amministrazioni cittadine e provinciali, sono anche uno strumento straordinario per definire un progetto di governo che, partendo dalle comunità locali, si realizzi e si presenti come una reale alternativa al fallimento totale del Governo Berlusconi, che nessuna censura o artificio mediatico è oggi in grado di nascondere.

E’ dallo smascheramento di questa crisi e dalla necessità di offrire risposte credibili e adeguate alle domande che la società pone, che deve partire la nostra proposta per il rilancio del Paese.

Noi vogliamo essere pronti alla sfida.

Una sfida in cui vogliamo opporre alle politiche unilaterali, un’idea di governo che contempli come strumento principe il confronto tra i cittadini e le istituzioni e tra i cittadini al loro interno.

Questo obiettivo può essere raggiunto solo incoraggiando la partecipazione dell’ l’associazionismo, il volontariato, l’adesione agli strumenti di amministrazione del territorio ed ai partiti politici, come ci indica la nostra stessa Costituzione.

E’ necessario introdurre novità nel modo di amministrare una provincia come quella di Bologna, è necessario comprendere i cambiamenti sempre più veloci che la società sta mettendo in atto, è necessario governare questi cambiamenti.


Non abbiamo infatti alternativa: o ci mettiamo al timone del cambiamento, governandolo, indirizzandolo al bene di tutti e non di pochi peraltro noti, oppure siamo destinati a subirlo, ad inseguirlo e alla lunga ad esserne sopraffatti.

Io sono contenta di questi nostri primi mesi di amministrazione. Abbiamo dimostrato di saper ascoltare i bisogni del nostro territorio, definendo priorità e perseguendole con tenacia e capacità amministrativa. Dobbiamo continuare su questa strada, valorizzando ogni contributo nell’ottica di un lavoro unitario, di cui si colga l’intendimento e di cui si possano concretamente vedere i risultati.

Bisogna lavorare moltissimo sui contenuti in un esercizio della responsabilità che garantisca alle idee buone di emergere senza l’ossessione della loro paternità.

Per farlo abbiamo le energie, le intelligenze e le esperienze, una presenza capillare, autentica, riconosciuta, capace di farsi sentire e per questo percepita ed apprezzata dai cittadini.

Solo procedendo in questa direzione possiamo pensare di trovare soluzioni efficaci alle problematiche che la realtà complessa del nostro territorio ci pone.

Questo a noi interessa: dare soluzione ai problemi. Noi non concepiamo la politica come strumento di propaganda e palcoscenico per singoli individui e interessi particolarissimi.

Vi è fra tanti un tema che credo ci accomuni, molto più di quanto si voglia far credere. Questo tema è la pace e il rifiuto della guerra come strumento di composizione delle controversie internazionali.

Nel programma di mandato della Giunta provinciale molto si dice sulla promozione della pace. E’ un obiettivo grande ma proprio per questo centrale all’interno delle nostre politiche.

La pace e la concordia non sono il “vissero felici e contenti” delle favole, ma sono la irrinunciabile priorità per la nostra responsabilità personale e collettiva. Ogni azione ha rilevanza sulla pace e la concordia, che vorremmo fossero le categorie interpretative di ciò che mettiamo in campo.

La pace è per noi una tensione quotidiana, fatta di cose tangibili, di impegni, di relazioni, di modi d’essere, di progetti.

E’ promozione di una cultura della partecipazione, dell’incontro, del rispetto delle differenze, del saper cooperare e non solo competere, dell’equità come presupposto della giustizia, della responsabilità nei confronti delle persone, specie delle generazioni future, e dell’ambiente.

Nel programma di mandato vi sono scelte per la pace che attengono a politiche settoriali: la sanità, il sociale, l’ambiente, le attività produttive, la scuola. Abbiamo preferito ricondurle alla categoria della pace in quanto sono scelte che concretizzano il significato della parola e realizzano le condizioni ottimali per una sua promozione.

Un impegno concreto come direbbe qualcuno.

Di questo è fatto il nostro stare insieme. Tanto a livello locale quanto a livello nazionale.

Le scelte recenti della coalizione di centrosinistra a livello nazionale, ancorché faticosamente raggiunte ci confermano nella strada che stiamo percorrendo, ci confermano la bontà di scelte che favorendo l’unità delle forze democratiche e progressiste si pongono come credibile alternativa al governo delle destre e ci danno nuovo slancio per una collaborazione fattiva.

Riunire attorno allo stesso tavolo uno spettro di identità politiche così ampio come l’Unione sta facendo oggi è senz’altro una sfida di grandi dimensioni e di alto valore.

Forti della nostra recente esperienza possiamo affermare che oltre alle difficoltà esiste una componente di arricchimento nella diversità che si rivela ogni giorno utile ad un governo che sia per tutti e che sia intelligente ed efficace.

Confortata da questa convinzione, e sicura che da questa assise usciranno non solo idee e progetti, ma anche tanta tanta passione di cui si arricchirà la nostra comunità e le nostre amministrazioni, vi auguro davvero un buon lavoro.

Grazie.





 






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