 |
 |
|
| |
CONVEGNO NAZIONALE DEL COMMERCIO
Bologna (Palazzo Re Enzo), 14 dicembre 2004
La Provincia di Bologna, in questi 5 anni trascorsi dall’entrata in vigore della riforma del commercio- il c.d.. decreto Bersani -e della conseguente legge regionale di attuazione, è stata fortemente impegnata per svolgere al meglio i compiti affidati.
Gli interventi sulla rete commerciale,infatti, in un territorio come quello bolognese, impongono azioni molto articolate per assicurare una armonica crescita di tutte le tipologie distributive: grande, media e piccola..
Posso assicurare che uno sviluppo armonico del commercio è un obiettivo di tutti i Comuni della Provincia anche perché vi è una forte correlazione fra crisi dei piccoli esercizi commerciali e crisi dei centri storici. Inoltre i comuni hanno la consapevolezza che la grande distribuzione e le nuove polarità commerciali non rappresentano solo l’esito di una ristrutturazione del commercio, ma configurano modelli nuovi di consumo che coinvolgono ampie fasce di consumatori caratterizzati da una forte mobilità e richiedenti prezzi vantaggiosi e servizi collegati all’acquisto come i parcheggi, la varietà di assortimento merceologico, la vivacità degli spazi, la climatizzazione, l’offerta culturale e ricreativa.
Si ha anche la consapevolezza che, in questi ultimi tempi, la rete commerciale al dettaglio della Provincia di Bologna è chiamata ad affrontare un nuovo scenario competitivo: l’attenzione spasmodica, specie in periodi come quello attuale, di contrazione dei consumi, alle dinamiche dei prezzi; alle problematiche della qualità ambientale e della salubrità dei prodotti e degli alimenti,alle correlazioni fra tenuta e rilancio del piccolo e medio commercio e processi di riqualificazione urbana, sono il terreno di un confronto stringente fra le diverse tipologie di esercizio e forme di commercio.
Dal punto di vista del consumatore emerge con enfasi, dai monitoraggi attuati dalla Provincia di Bologna, i disagi di larga parte della popolazione stretta fra minori disponibilità di reddito per consumi e aumento di prezzi, avvertito in termini assai più marcati di quanto risulti dalle statistiche ufficiali
Ma esce anche, con chiarezza, un quadro tipologico delle abitudini di consumo assai meno compatto e standardizzato del previsto: tanti luoghi comuni e certe pubblicità interessate ,che evocano un pubblico univocamente orientato verso un consumismo conformista e soddisfatto, non trovano, se non un assai parziale, conferma.
La semplificazione che vent’anni fa erano cavalcate da chi descriveva un futuro commerciale di tipo americano, spinto da famiglie in auto alla felice rincorsa di carrelli sempre più grandi e sempre più pieni, e perciò predicava l’abbandono della “sporta” in favore dei carrelli e la necessità di moltiplicare la nascita di enormi centri di vendita esterni alla città, si sono dimostrate,almeno per il territorio Bolognese, troppo facili.
Certamente c’è stato, anche a Bologna, un ruolo crescente della grande distribuzione avvertito positivamente, specie per le spese di base della famiglia. Ma ciò che prevale oggi sul territorio provinciale è la problematicità di un pubblico che vuole innanzitutto riflettere prima di acquistare. E riflettendo, anche grazie al moltiplicarsi dei canali informativi ,che anche la Provincia di Bologna ha messo in atto, diventa esperto. Capace cioè di discernere vantaggi e svantaggi di ciascuna formula distributiva:
Gli strumenti di monitoraggio, quelli di programmazione attuati dalla Provincia, hanno permesso una programmazione dello sviluppo delle grandi, medie : strutture di vendita, attenta alla qualità complessiva del territorio e all’equilibrata accessibilità delle diverse forme di servizio da un lato, e dall’altro, il sostegno concreto ai processi di riqualificazione del piccolo commercio specie quando riesce ad essere fattore di rilancio dei centri storici sono i cardini della politica della Provincia
Questa impostazione metodologica, che ha guidato la Provincia, ha dimostrato una importante efficacia nel risolvere questioni insolute nel precedente quadro normativo: in particolare il rapporto fra urbanistica e commercio, la coerenza fra diversi livelli decisionali, la messa a disposizione di un quadro di opportunità coerente e trasparente per le imprese
Alla base della scelte di programmazione attuate e da attuare, non c’è stata quindi una semplice misurazione della domanda e dell’offerta per valutare l’eventuale spazio da assegnare alla diverse tipologie di strutture di vendita, ma un sistema articolato ed approfondito di studi e valutazioni, accompagnati da strumenti di indirizzo e di sostegno. In sostanza un quadro di azioni ampio e partecipato, indicativo dell’importanza che la Provincia di Bologna riconosce al commercio.
|
|
|


|