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INTERVENTO SU DISASTRO FERROVIARIO CREVALCORE

Consiglio provinciale, 11 gennaio 2005

Dopo questo minuto di silenzio voglio ancora esprimere a nome di tutta la giunta e penso di tutti i presenti il cordoglio e la vicinanza dell’amministrazione provinciale a tutte le famiglie delle vittime e ai feriti.
Credo inoltre opportuno informare il Consiglio degli avvenimenti di questi giorni e delle iniziative che ci hanno coinvolto e che avvieremo nei prossimi giorni.

La mattina successiva ho partecipato al Consiglio comunale straordinario di Crevalcore assieme al vice presidente Andrea De Maria agli assessori Giacomo Venturi e Paolo Rebaudengo e al consigliere Vicinelli.
In quelle ore in cui ancora i cadaveri venivano estratti dall’impressionante groviglio di lamiere ci è sembrato importante innanzitutto essere vicini alle persone. Alle vittime, ai famigliari, ai feriti, ai soccorritori che si sono prodigati in maniera davvero straordinaria.

Ieri, dopo aver incontrato alcuni dei famigliari delle vittime al cimitero della Certosa abbiamo inoltre deciso di mettere a disposizione, come Provincia, un ufficio per seguire gli sviluppi delle diverse inchieste aperte sull’incidente. E’ un impegno morale e civile dell’Amministrazione provinciale affiancare le famiglie delle vittime almeno fino a che non siano accertate le cause e le responsabilità del disastro.

In queste ore in accordo con i Comuni di Crevalcore, Bologna e con l’associazione “Terre d’acqua” (oltre a Crevalcore ne fanno parte San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese, Sant’Agata bolognese, Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno) abbiamo pensato ad una cerimonia che si terrà venerdì, a Crevalcore, a una settimana esatta dal disastro.
Alle 11 l’arcivescovo Carlo Caffarra celebrerà una messa nella chiesa di S. Silvestro. Alle 12.50, all’orario del tremendo impatto, ci recheremo sui binari alla Bolognina di Crevalcore.
Per venerdì 14 invito tutti i sindaci della provincia a proclamare il lutto su tutto il territorio e i cittadini tutti a unirsi idealmente a questo momento di ricordo.

Questa mattina il sindaco di Crevalcore ha informato le famiglie di questa iniziativa attraverso un telegramma.

Non proviamo solo dolore dinanzi al disastro ma anche sgomento e viva preoccupazione. Sgomento perché di fronte a questo ennesimo incidente ci chiediamo quanto la nostra sapienza ed il nostro sapere, le conquiste ed il progresso siano bene indirizzati, se le tecnologie che ci permettono di rendere il mondo così vicino e “piccolo”, di realizzare sistemi avveniristici, non ci permettono di poter fronteggiare tali evenienze.
Sono le stesse riflessioni che in ognuno di noi sono sorte di fronte agli effetti devastanti del terremoto e del maremoto che ha colpito il Sud-Est Asiatico, quando si è saputo che non esiste alcun sistema di segnalazione ed allarme di tali eventi per i paesi e le popolazioni più a rischio, che guarda caso sono anche tra i più poveri del mondo.

Non è il primo incidente che colpisce le nostre ferrovie. Sono diversi, troppi, i casi in cui non è stato possibile ovviare all’errore umano o ad un guasto tecnico - evenienze sempre in agguato – e ciò ha causato vittime e feriti. Piacenza, Borgotaro, Casalecchio e venerdì scorso Crevalcore: è un elenco troppo lungo e doloroso.

La nostra Provincia e la nostra Regione sono attraversati da una estesa rete di linee ferroviarie principali e secondarie, di carattere nazionale e locale. Dovrebbe essere prioritario per chi gestisce queste reti, garantire la sicurezza dei treni e dei cittadini.

Questo incidente è invece il frutto di ritardi ingiustificabili – il raddoppio della linea atteso da troppo tempo – e di scarsa attenzione alla sicurezza, a dimostrazione di una scala delle priorità che sui trasporti ferroviari mostra tutti i suoi limiti e tutta la sua inadeguatezza. Garantire la sicurezza della rete ferroviaria esistente, quella rete locale – provinciale e regionale – che può e deve svolgere un ruolo prioritario per garantire una mobilità sicura e sostenibile dei cittadini, non può essere considerato secondario rispetto agli investimenti necessari per l’alta velocità o per le tratte principali.

Il livello di sicurezza delle ferrovie è oggi minato da molti fattori: dalla vetustà della rete e del materiale rotabile, dal livello insufficiente di manutenzione sulle linee e sugli impianti (semafori, scambi, impianti di segnalamento), dalla mancata riorganizzazione e formazione del personale, dalla mancata introduzione di quelle innovazioni tecnologiche che possono ridurre notevolmente i rischi e gli incidenti.

Sono denunce che abbiamo sentito molte volte – in occasione di ogni incidente, di ogni disastro di ogni incontro con gli utenti – e che non vorremmo più sentire.
Come Provincia di Bologna abbiamo indicato nel sistema ferroviario metropolitano l’infrastruttura chiave del nostro territorio. La Regione punta sul sistema ferroviario regionale per rispondere alla richiesta di mobilità di un’area dinamica e avanzata come è l’Emilia-Romagna. Ma per fare questo occorre che anche gli altri soggetti che sono parte attiva nel sistema, dalle Ferrovie, al Governo, ai soggetti che operano in concessione, assumano impegni precisi in tal senso; corrispondano alle dichiarazioni di intenti con investimenti e progetti, con un rinnovato impegno alla loro attuazione nei tempi e nei modi concordati.

Nel 2008 il raddoppio della linea Bologna-Verona dovrebbe essere completato; sempre nel 2008 giungeranno a compimento il potenziamento e la qualificazione del Servizio ferroviario metropolitano. E’ una consolazione che non attenua lo sconforto ed il dolore di questo momento, ma vuole testimoniare l’impegno che abbiamo dedicato e stiamo dedicando al trasporto su rotaia, e che oggi dobbiamo e vogliamo verificare mettendo la questione sicurezza al centro del nostro agire. La sicurezza per ognuno di noi quando si muove per recarsi nei luoghi di lavoro o di studio, quando ci si sposta per turismo o per necessità, deve essere al primo posto.

Sulle strade abbiamo bisogno di potenziare l’educazione alla responsabilità ed al rispetto delle regole insieme al potenziamento dei controlli e della capacità di sanzionare le violazioni alle regole comuni; sulle rotaie abbiamo bisogno di sistemi di controllo adeguati, che sfruttino le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, dall’avanzamento del sapere e della conoscenza perché anche di fronte all’errore, anche di fronte al guasto improvviso, esista sempre una seconda modalità di intervento che impedisca il crearsi delle condizioni di pericolo e possa così evitare che due treni possano trovarsi sullo stesso binario uno contro l’altro. Abbiamo bisogno che la sicurezza ed il buon funzionamento di ciò che esiste venga considerata una priorità almeno pari a quelle per la progettazione e gli investimenti in nuove infrastrutture.

Per questo, è necessario un impegno concreto di tutti i soggetti interessati affinché tragedie come quella di Crevalcore non abbiamo mai più a ripetersi.
Solo in questo modo potremmo davvero dire di avere svolto con coscienza il nostro compito e dimostreremo di saper imparare dai tragici errori in cui incorriamo.





 






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