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SALUTO A CONVEGNO “DIALOGO TRA TERRITORI”
Ferrara, 16 dicembre 2004
Un saluto molto cordiale anche da parte mia, un benvenuto agli amici romeni che sono venuti a visitare la nostra regione, e sono qui con noi.
Un saluto riconoscente agli amici della Provincia e del Comune di Ferrara che ci ospitano in questi giorni nella loro bellissima città e ai rappresentanti del mondo delle associazioni e dell’Università che partecipano a questo incontro.
La Provincia di Bologna è vicina geograficamente a quella di Ferrara ed è molto lieta di essere vicina a tutti voi in questo momento di incontro.
Abbiamo avuto occasione di conoscere la Romania in questi ultimi anni.
Conosciamo la fatica della transizione alla democrazia, gli affanni legati allo sviluppo, il lungo cammino delle istituzioni pubbliche e della società nel suo complesso, verso la piena partecipazione; sappiamo che l’Europa Unita non è solo un traguardo per i nostri paesi, ma un impegno e una garanzia forte per un futuro di pace e di coesione.
Abbiamo voglia di conoscere meglio le vostre comunità grazie alle presentazioni che avrete modo di esporre e desideriamo trovare punti di riferimento comuni, sinergie ed interessi condivisi.
Essere qui oggi tutti insieme credo sia già un primo passo: i progetti, lo scambio di pratiche verranno con il tempo, le suggestioni e le indicazioni che ci possono venire dalle vostre esperienze amministrative e di sviluppo, credo che troveranno terreno fertile nei tavoli di approfondimento.
Abbiamo percorsi che ci vedono vicini.
Anche noi, in Italia, abbiamo storie dolorose di cui fare memoria, esempi da cui trarre ispirazione per non ripetere analoghi errori. Anche da noi è viva la speranza di rispondere alle esigenze di chi è in difficoltà, anche da noi sperimentiamo modi nuovi della partecipazione dei cittadini alle attività amministrative, strumenti per coniugare sviluppo economico e coesione sociale, sistemi per usare correttamente le risorse naturali non rinnovabili.
Vi siamo vicini inoltre perché in questa Europa multiculturale ed ampia, in questa unione di minoranze che va costruendosi, Romania e Italia vantano antiche radici comuni che risalgono al passato classico, romano e agli inizi del cristianesimo.
Siamo qui perché è nostro interesse comporre reti e intessere rapporti con le persone, ci piace ascoltare la gente vicino a noi, come pure le persone che vengono da più lontano.
Gli Amministratori pubblici prima di iniziare a lavorare, prima di approvare programmi e progetti, dovrebbero sempre ascoltare, questo ci insegna l’esperienza e la pratica della gestione della cosa pubblica delle nostre comunità.
Mi è sembrato un titolo propizio Dialogo tra territori, perché questa dovrebbe essere la nostra esperienza quotidiana, intraprendere percorsi di conoscenza e di scambio anche tra territori e paesi non necessariamente confinanti.
E quello che ci proponiamo di fare in questa occasione è proprio di portare avanti un dialogo, uno scambio di esperienze, mettendo in relazione persone ed ambienti diversi.
La Provincia di Bologna il Comune e la Provincia di Ferrara hanno intrapreso questo sforzo di mettere in rete le iniziative che nascevano dal proprio territorio e si indirizzavano in Romania e in un’ottica di collaborazione hanno presentato alla Regione Emilia-Romagna un progetto che trova nella “formazione” l’elemento caratterizzante delle azioni che ci impegniamo a intraprendere assieme.
“Per fare un albero ci vuole il pane” e “Formare per educare” si chiamano le due azioni progettuali che si propongono di coordinare le attività di più Associazioni, italiane e romene impegnate sul fronte della tutela dei minori e dei più deboli nelle regioni di Iasi, Barnova, Panciu e Giurgiu.
Il cuore di queste due azioni consiste in attività di formazione professionale e di educazione non formale in vari ambiti (da coloro che si occupano di minori, alla panificazione, alla falegnameria e all’informatica fino a percorsi di teatro)
Il coinvolgimento in questi progetti di associazioni che da diversi anni operano con successo in queste realtà, ci offre una garanzia sulla continuità e sulla professionalità degli interventi.
Il mio augurio è che nei prossimi anni guardando indietro agli incontri e ai ragionamenti di questi giorni, possiamo apprezzare la strada percorsa e gli obiettivi raggiunti grazie a questa collaborazione.
Concludo con un augurio a tutti di buon lavoro, di buon dialogo, affinché il confronto sia fruttuoso e possa arricchire tutti di nuovi rapporti, di nuova conoscenza, di una nuova consapevolezza.
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