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INTERVENTO CONSIGLIO STRAORDINARIO SULLA SITUAZIONE DELL’ECONOMIA BOLOGNESE

28 settembre 2006

Consiglieri, imprenditori, forze sociali, attori economici e sociali tutti, è davvero con molta soddisfazione che intervengo a conclusione di questa interessante giornata che ha visto confrontarsi il sistema bolognese sulle opportunità e sui rischi che questa delicata fase economica presenta sia in termini congiunturali sia in una prospettiva di medio e lungo periodo.

Una riflessione che ha avuto il pregio di non astrarre le questioni che ha intrecciato dalla realtà viva e concreta di un territorio su cui insistono. non si è svolto quest’oggi un convegno di confronto fra teorie economiche differenti. Si è al contrario preferita la strada della concretezza, dell’individuazione dei fattori di preoccupazione e su quelli di speranza sui quali intervenire con una azione sinergica capace di produrre un reale incisivo risultato. Certo alle intenzioni debbono seguire i fatti, ma credo che sia importante sottolineare questa comune esigenza al senso di responsabilità che, pur in una prospettiva di futuro, richiama al “qui ed ora” tutti i soggetti interessati allo sviluppo e alla competitività di Bologna e del suo territorio, che riporta i temi dell’economia reale al centro del dibattito.

Capacità di “fare insieme” e chiarezza di obiettivi mi paiono i due elementi caratterizzanti non tanto e non solo della discussione odierna ma anche delle azioni che ci attendono nel prossimo futuro. L’evidenziazione di una fase congiunturale che presenta elementi di preoccupazione è un richiamo ulteriore a questa necessaria risolutezza. Una fase congiunturale che segue tuttavia un periodo di trasformazione profonda del sistema produttivo a cui Bologna non si è sottratta. Pur volendo evitare la retorica della globalizzazione è indubbio che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un profondo, radicale mutamento dei tempi, delle tecnologie e dei confini della produzione.

Affianco a queste trasformazioni vi è il tema della moneta unica. L’introduzione dell’euro ha modificato significativamente il contesto in cui si muove il sistema produttivo, in particolar modo in quei Paesi fra cui l’Italia, che hanno a lungo utilizzato la svalutazione come motore della competitività.

Ora le strade della competitività su larga scala passano da altri nuovi fattori. Sicuramente l’innovazione, specie in campo tecnologico, sicuramente la qualità dei prodotti in relazione ai costi, ma certamente anche, ed è emerso nel dibattito, la capacità di presentarsi come un sistema territoriale nel suo complesso competitivo, in cui la capacità di una azienda di stare su mercati difficili non sia una eccezione, in cui è l’intero sistema pubblico e privato a darsi l’obiettivo della modernizzazione.

Per fortuna questo territorio non parte da zero. Vi è una consolidata esperienza e un sistema di relazioni fra i diversi soggetti corroborato dalle fatiche ma anche dai tanti riconosciuti successi. Questi non possono tuttavia essere allori su cui sedentariamente porsi, mentre tutto quanto dalle opportunità ai rischi corre assai velocemente. Il sistema produttivo bolognese ha in sé gli elementi per affrontare i mutamenti che hanno cambiato il concetto stesso di economia. Ma questi cambiamenti, lo ripetono, chiedono dimensioni diverse che in passato e sinergie nuove. Il sistema produttivo bolognese questo lo sa bene come lo sanno le istituzioni che da sempre lo accompagnano sia nelle difficoltà sia nei successi.

Vi è da aggiungere che non stiamo parlando di una situazione di crisi strutturale di un sistema e di un modello di produzione. Stiamo parlando, lo ripeto, di una profonda trasformazione che chiede la capacità di ripensare se stessi, con il coraggio di scommettere sul futuro piuttosto che ancorarsi a certezze che non regalano più sicure prospettive. E se la risposta sta nella capacità di rendere competitivo un sistema territoriale, allora è sul “sistema BOLOGNA” che si deve intervenire.

E’ assolutamente necessario in questa fase storica dell’economia bolognese che le Istituzioni pubbliche, il mondo economico e finanziario e le forze sociali del nostro territorio, sappiano cogliere l’opportunità di un lavoro comune teso ad individuare e a perseguire con tenacia le priorità per lo sviluppo e la competitività. il che non significa fare tutti le stesse cose. Al contrario serve costruire una rete di esperienze differenti e di risorse differenti senza frammentazioni e senza sovrapposizioni.

Da questa esigenza condivisa è nata l’idea di un confronto operativo fra l’Ufficio di Presidenza della Conferenza Metropolitana dei Sindaci, le Associazioni economiche d’Impresa e le Organizzazioni Sindacali. Una esperienza che, pur nata recentemente, mostra già degli apprezzabili segnali positivi. Nel costituirlo si è chiarito come fosse un obiettivo trovare obiettivi concreti su cui far convergere le azioni dei diversi soggetti. Non si tratta dell’ennesimo tavolo. Vuole provare ad essere uno strumento con una efficacia misurabile. Molte sono le questioni su cui questo strumento potrà dare risposte di sistema.

Competitività vuol dire sistema ma vuol dire anche INNOVAZIONE. Ed innovazione specialmente se si intende innovazione tecnologica vuol dire ricerca.

E’ necessario che le innovazioni, che una efficace ricerca produce, trovino poi adeguate sperimentazioni e attuazioni in ambito produttivo. E’ necessario fare di più per trasferire le tecnologie nelle nostre imprese. E far sì che queste innovazioni costituiscano realmente, e non solo in potenza, dei vantaggi competitivi per il nostro tessuto imprenditoriale.

Ma parlando di ricerca, parlando di innovazione non si può non parlare di UNIVERSITA’. Bologna ha una straordinaria dote di conoscenza, di ricerca, di capacità innovativa nel suo Ateneo. Bisogna creare sempre di più le condizioni perché l’Università di Bologna si senta parte integrante di questo sistema territoriale. Coinvolgendola di più, dandole occasioni di protagonismo, creando sinergie con il sistema imprenditoriale e produttivo in genere.

Anche con l’Università è necessario, pur dentro ad una intoccabile autonomia nella ricerca accademica, condividere degli obiettivi comuni cui l’ateneo può dare un contributo di saperi e conoscenze decisivo.


In un sistema economico come quello bolognese l’innovazione, la capacità di assecondare e governare le sfide del futuro non si può limitare alla sola industria. Affianco al reticolo delle piccole e medie imprese vi è una importante economia dei servizi. Questa vive anch’essa una fase decisiva della sua storia recente. O accetta coraggiosamente di crescere qualitativamente e quantitativamente o, accontentandosi delle dimensioni e delle prospettive di oggi, è destinata ad un arretramento. In questa scelta decisive sono le scelte legate ai poli di eccellenza del sistema dei servizi.

In primis il sistema fieristico bolognese. La Fiera di Bologna è di fronte ad una sfida competitiva assai dura. Altri poli fieristici nazionali ed internazionali stanno facendo investimenti importanti e stanno conquistando fette importanti di mercato. Mettere la Fiera di Bologna all’interno di questa scommessa di sistema sulla competitività del nostro territorio è decisivo. La Fiera di Bologna non è un patrimonio solo dei suoi soci ma è un patrimonio di tutto il territorio bolognese e regionale. Da questa consapevolezza debbono discendere azioni chiare e conseguenti.

Oltre la Fiera, accanto alla Fiera, vi è l’Aeroporto di Bologna. Lo sviluppo dello scalo bolognese è una altra sfida da vincere con il concorso di tutti. Il collegamento di Bologna con il mondo a cui guardiamo passa anche attraverso un sistema aeroportuale adeguato alle esigenze di un territorio come il nostro. Non si tratta di scimmiottare i grandi scali europei le cui dimensioni e il cui volume di voli è un obiettivo irraggiungibile. Si tratta di guardare a esperienze europee fortunate, scali di città medio grandi che hanno saputo qualificare e specificare l’offerta. Anche per quanto riguarda l’Aeroporto di Bologna è evidente come un investimento sul suoi sviluppo debba essere fatto dentro ad un quadro più ampio di progetto sul territorio su cui insiste.

Ho parlato dei poli di eccellenza dell’economia dei servizi bolognesi. Ma questi non possono essere tali se nei prossimi anni non si porteranno a compimento le grandi infrastrutture di cui questo territorio ha bisogno.

Non si tratta di dare preferenza ad un’opera infrastrutturale piuttosto che un’altra come ogni tanto leggo sulle pagine dei giornali. E’ un sistema di infrastrutture integrato che riconosca la centralità di Bologna come gate strategico per il sistema della mobilità e dei trasporti non solo regionale, non solo nazionale ma europeo. Passante nord, Servizio Ferroviario Metropolitano, Metrotranvia, nuovi PSC e le altre infrastrutture sono la declinazione di uno stesso progetto di sviluppo territoriale. C’è un tema di risorse, è innegabile. Ma bisogna dirselo con grande chiarezza: le tante idee, i tanti progetti per la competitività del nostro territorio troverebbero un limite invalicabile nella negazione o anche solo nel ritardo nella realizzazione di questo complesso impianto infrastrutturale. Le nostre amministrazioni sono impegnate perché vi sia una risposta positiva agli impegni assunti dal passato Governo, forse con qualche leggerezza di troppo nella gestione delle cifre. Ma questo non toglie la priorità assoluta che questa questione ha nello sviluppo del nostro territorio.

Dentro questo quadro d’insieme un'altra esigenza ineludibile è quella di rendere visibile la centralità di Bologna come fulcro del sistema regionale. Il sistema Bologna deve in stretta sinergia con la Regione Emilia Romagna rendere riconoscibile Bologna come il centro dell’Emilia Romagna, il suo cuore pulsante senza disconoscere per questo un policentrismo che ha garantito grande sviluppo di tutto il territorio regionale.


Per fare questo è necessario prima di tutto indirizzare il nostro comune impegno verso politiche che mettano a sistema centro e periferia in una prospettiva di governo di area vasta che completi e specifichi il dibattito sulla città metropolitana. Su questo non voglio entrare. Vi saranno altri momenti per approfondire di più e meglio.

Non voglio abusare ulteriormente della vostra pazienza. Sono uscite quest’oggi parole chiave: FARE SISTEMA, INNOVAZIONE, RICERCA, POLI D’ECCELLENZA, COMPETITIVITA’. Se riusciremo a coniugarle insieme allora davvero avremo l’occasione di realizzare obiettivi concreti e di trasformare i momenti di difficoltà di oggi in occasioni di futuro per il domani.

Grazie.




 






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