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TRENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DELL'ITALICUS
San Benedetto Val di Sambro, 2 agosto 2004
Poche parole per esprimere il sentito e commosso ricordo della strage compiuta qui nella notte del 4 agosto di trent'anni fa.
Quella notte l'esplosione di una bomba ad orologeria provocò 12 morti e oltre 50 feriti. Una strage tremenda che poteva essere di dimensioni ancora più spaventose, se fosse avvenuta all'interno della galleria che porta a San Benedetto Val di Sambro.
Erano gli anni del terrorismo, della strategia della tensione, erano anni oscuri, anni in cui la quotidianità di ciascuna persona era minacciata dalla follia omicida. Purtroppo non bastò il sangue di questo territorio a fermare il terrore. L'incubo doveva purtroppo ripresentarsi a distanza di pochi anni il 2 agosto del 1980, come abbiamo ricordato questa mattina, e all'antivigilia di Natale del 1984, sempre nella nostra terra, sempre sulla stessa direttrice, sempre con la medesima ferocia.
Ricordo la ferocia di quegli anni. Ricordo però anche la risposta compatta e coraggiosa che la nostra comunità seppe dare. Si sollevò in silenzio, si fece carico del lutto, si ritrovò come sempre in piazza per chiedere giustizia non vendetta, a chiedere pace non altra violenza.
Dentro allo sdegno,all'orrore, all'indignazione della gente per quello che stava accadendo seppi leggere allora e ritrovo ogni anno nelle celebrazioni in ricordo delle stragi una grande lezione di civiltà. La civiltà, l'arma più insopportabile per ogni forma di terrore.
Allora come oggi si riaffermò il rifiuto più totale e fermo della violenza assassina di chi pensava di poter manipolare la democrazia e ricattare il paese. Quel paese, la nostra comunità non si è fatta ricattare e tiene ancor oggi occhi vigili a difesa della democrazia.
Per ricordare quegli anni e commemorare le persone che non ci sono più; vogliamo essere vicini a coloro che vennero feriti, ai familiari delle vittime, che soffrono ancora la perdita dei loro cari;
La Provincia di Bologna assieme alle altre province, ai comuni capoluogo e alla Regione Emilia Romagna, ha voluto costituire quest'anno la Fondazione per le vittime di reato, per esprimere in maniera ancora più consistente la nostra solidarietà verso chi, come voi, ha ricevuto una offesa così grave ed ha pagato un prezzo così iniquo in seguito ad azioni criminali.
In questo senso la legge approvata la scorsa settimana dal Parlamento in favore delle vittime dei reati di terrorismo, offre a tutti noi una nuova possibilità per lenire in tempi congrui il trauma tremendo che ne deriva, che lede la vita dell'uomo nella sua essenza, la sua integrità fisica e morale.
Siamo qui anche per ringraziare tutti coloro che in questi trent'anni che ci separano da quella tragedia hanno saputo operare in assenza di questo sostegno, in mezzo a tante difficoltà, per impedire la dimenticanza, l'isolamento dei superstiti e dei loro congiunti, per dare corpo alla solidarietà che in varie forme e modi consente di andare avanti, di vivere e trarre anche dall'abisso del male più indicibile, infine, il bene.
Noi siamo qui per dire con grande fermezza che non dimentichiamo, che saremo presenti al dovere della memoria anche nei prossimi anni, che non lasceremo intentata nessuna strada, nessuna possibilità, per fare chiarezza, per riuscire a comprendere fino in fondo le responsabilità di queste stragi che hanno ferito la nostra comunità e tutto il paese.
E saremo nuovamente qui, per le nuove generazioni, per quelli che sono nati dopo quei tragici eventi, per garantire loro il conforto della consapevolezza, il contributo della memoria, la sicurezza dell'unità e della solidarietà che pure questi lutti immensi e insensati hanno in qualche modo cementato.
Noi non mancheremo di fare sentire la nostra vicinanza e la nostra voce e alla fine, siamo certi, di fronte alla violenza senza sbocchi e ai proclami assurdi dei terroristi, vincerà la forza del nostro ricordo, il sentimento di comunione e di partecipazione che abbiamo costruito lavorando insieme.
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