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Replica della Presidente Draghetti su programma di mandato al Consiglio Provinciale del 16 novembre 2004

Con oggi arriviamo al termine di un percorso che ha caratteristiche del tutto soddisfacenti. Si è partiti, dal momento dell’insediamento della Giunta, avendo all’attivo il programma elettorale, tutta la ricchezza maturata durante la campagna elettorale, nell’incontro e nel confronto con i cittadini; e sicuramente anche tutta l’esperienza che abbiamo avuto in eredità dall’amministrazione precedente.
Come Giunta ci si è messi subito al lavoro, non solo per entrare nel merito dell’attuazione delle funzioni e delle competenze che ci sono affidate, ma anche per quanto riguarda la costruzione di questo documento, che da tempo ormai è nelle mani dei Consiglieri. E qui subito voglio dire una cosa. Dato che tutti noi abbiamo fatto un po’ di anni di scuola, credo che saremmo stati in grado, in un paio di giorni, chiusi in una stanza, avendo tutta la ricchezza dei documenti della campagna elettorale, di produrre un documento e portarlo in Consiglio.
Noi non abbiamo voluto fare un documento perché la normativa dice che bisogna avere un programma di mandato. Non abbiamo voluto fare un documento tanto per farlo. Abbiamo voluto considerare la costruzione del programma di mandato, davvero come occasione di crescita, di consapevolezza, di condivisione e di sinergia di tutta la Giunta, per un compito che è per noi rilevantissimo e che riguarda il governo di questo territorio per i prossimi cinque anni. Fin dal momento in cui ho presentato la Giunta, ho detto di come mi stia a cuore questa possibilità di coniugare il noi; perché è un cammino che vogliamo portare davvero sulle spalle tutti insieme. Pur essendo partiti da condizioni molto soddisfacenti, per cui dire noi non è stato per nulla faticoso, credo che questo noi non sia qualcosa di dato ma anche una meta che abbiamo davanti, un compito che siamo chiamati a realizzare.
Voglio ringraziare moltissimo la Giunta, anche per questi primi mesi di lavoro, perché con tutti loro è stato molto facile lavorare. E, anzi, mi auguro che questa dimensione di collegialità, di unitarietà, sia proprio la connotazione che dà il profilo del nostro modo di governare negli anni che abbiamo davanti. Perché, ripeto, l’obiettivo è il noi. E io credo che, pur stando assolutamente dentro i limiti che ci concedeva la legge, ma non mi interessa in questo momento, abbiamo utilizzato bene il nostro tempo. Colgo già (questo noi) nella trasversalità di alcune azioni che stiamo portando avanti come Giunta, di molte iniziative che vedono il concorso delle specificità dei singoli Assessorati.

Una seconda osservazione che vorrei fare è questa. Mi sembra che ci sia una grande coerenza tra questo programma di mandato e il programma elettorale. Noi abbiamo ritenuto di prendere in mano sul serio tutte le cose su cui ci siamo impegnati con i cittadini; e direi che quello che abbiamo tra le mani è una sorta di progetto di fattibilità in cui la maggioranza si è tutta messa in gioco, mettendo a disposizione identità specifiche e obiettivi comuni. E io credo che capiti molto spesso che gli obiettivi comuni, grazie proprio alle specifiche identità, possano essere raggiunti anche per strade diverse.
Il percorso fatto, il percorso che abbiamo fatto insieme, è stato un percorso di affinamento di prospettive comuni, di ricerca del miglior punto possibile di fattibilità condivisa. E mi sembra che questo sia il senso della maggioranza. Credo che la cartina di tornasole della credibilità di questo programma sia proprio la corrispondenza delle intenzionalità elettorali con questo programma di fattibilità. Credo che abbiamo un programma su cui la maggioranza può dire “noi”. E la varietà delle motivazioni del sì, che sono state espresse anche in quest’aula, rafforza e non indebolisce affatto lo spessore del progetto.

Una terza sottolineatura. Voglio richiamare anche il percorso fatto nelle Commissioni e la tappa di oggi, che è importante. Voglio leggere tutto quello che è stato detto in quest’aula nell’ottica del concorso positivo di tutti per migliorare la possibilità di realizzazione del programma. E io prendo un impegno, lo prendo per me, lo prendo per tutta la Giunta: tutto quello che è uscito oggi sarà oggetto di approfondimento da parte della Giunta.
Ciò che non è entrato in emendamento, anche per le modalità diverse con cui le minoranze hanno ritenuto di partecipare al dibattito, sarà oggetto di riflessione. Il programma che è definito nelle finalità io credo che non debba ritenersi chiuso al miglioramento nella sua fattibilità; considereremo cioè davvero con molto interesse, quello che è uscito anche nella tappa di oggi.

Adesso - ed è l’ultima osservazione - abbiamo davanti un percorso di lavoro. E qui mi permetto di entrare nel merito di alcune osservazioni fatte nel dibattito di oggi. E prendo due osservazioni del Consigliere Guidotti: una riferita al tema del sogno e l’altra a un aspetto della pace, che mi sta molto a cuore.
Sognare può volere dire immaginare delle cose assolutamente irrealizzabili oppure vuol dire anche desiderare con viva immaginazione. Sono due cose diverse. Mi fermo sul tema del sogno, perchè io lo ritengo un complimento, perché credo che chi amministra debba essere assolutamente guidato da un progetto e da un disegno. Sono convinta che le cose concrete siano le cose più vere ma devono essere dentro a un disegno, dentro a una progettualità. Ricordo Kierkegaard: “La nave è ormai in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani”.

Ecco, io ritengo che chi amministra, chi governa, abbia bisogno davvero di essere supportato da un sogno; poi usiamo le parole che vogliamo. Ma le cose concrete credo che debbano essere dentro a un contesto che faccia capire anche alle persone a cui vogliamo essere vicini da che parte stiamo, dove vogliamo arrivare, qual è l’idealità che ci muove; poi faremo i passi che saremo in grado di fare.
Ma cosificare, materializzare e banalizzare tutto… vorrei provare a tenere i piedi per terra ma anche la testa nel sogno, dando ovviamente la versione più nobile anche a questa immagine.
Vorrei riprendere anche l’altro riferimento, quello sulla pace. Mi ha colpito l’osservazione che il Consigliere Guidotti ha fatto relativamente alla pace, affermando che non è una competenza istituzionale. Io penso questo: dato che la pace non è quella cosa che si deve fare laddove c’è un carro armato e basta, io mi chiedo per che cosa ci si alzi e per che cosa si lavori ogni giorno anche come amministratori. Se la pace è una categoria che risulta dal concorso di molte dimensioni che attengono alla promozione delle persone e delle comunità, mi chiedo quale altra grandissima finalità debba avere la Provincia. Non me ne viene in mente un’altra. E io ritengo e rivendico che la pace sia un fortissimo, fondamentale compito istituzionale della Provincia.

Adesso noi abbiamo un percorso di lavoro davanti e credo che il compito che abbiamo sia quello di attuarlo e possibilmente di superarlo in qualità.
Chiedo alla maggioranza, che ringrazio per tutta la collaborazione data in questi mesi, di continuare a crescere insieme attorno a questi obiettivi. Alla minoranza, che ringrazio per il contributo che ha dato e che vorrà continuare a dare, di non farci mancare sollecitazioni concrete e ispirate davvero al bene comune.
Credo davvero che i cittadini saranno i nostri giudici. In campagna elettorale ho detto spessissimo: “ho piacere se i cittadini ci votano ma ho piacere che poi i cittadini siano contenti di averlo fatto”.
Questo credo sia l’obiettivo che sta a cuore al nostro lavoro, che con lena, mi sembra come abbiamo già cominciato a dimostrare, intendiamo realizzare. Grazie.





 






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