foto draghetti
titolo

barra laterale

discorsi
 
 
INAUGURAZIONE DELLA TERZA CORSIA TANGENZIALE DI BOLOGNA

16 gennaio 2008

La realizzazione della corsia dinamica sulla tangenziale di Bologna e sul contiguo tratto autostradale è parte della più complessiva strategia di rafforzamento infrastrutturale che abbiamo messo in campo per sostenere e accompagnare lo sviluppo della città.

Una strategia graduale che si è posta - proprio attraverso questo intervento - di offrire risposte ad una situazione di criticità quotidiana che in alcuni momenti è diventata una vera e propria crisi dell'intero sistema viario cittadino.

La terza corsia dinamica, comprensiva di tutti gli interventi connessi, dà un maggiore respiro alle migliaia di veicoli che ogni giorno transitano su quelle arterie, offrendo la possibilità di una gestione flessibile dei flussi di traffico anche a fronte di incidenti e/o eventi straordinari.

Un provvedimento che non è risolutivo (nel lungo periodo) ma che ci permette di perseguire gli altri obiettivi della strategia complessiva in una situazione meno emergenziale di quella che quotidianamente rischiamo di dover fronteggiare.

La conclusione anticipata, rispetto alle previsioni, dei lavori è un ottimo segnale per la città e voglio dare atto e ringraziare società autostrade per avere conseguito questo risultato limitando allo stretto necessario i disagi durante la cantierizzazione.

Questo dimostra che è possibile rendere "normale" e "prevedibile" anche un intervento complesso quando c'è unità di intenti e si lavora con determinazione ed impegno.

L'unità di intenti che tra le diverse istituzioni locali si è determinata su questo e sugli altri interventi del piano della mobilità, la stretta e proficua collaborazione che si è avuta con la Regione ed il Comune, e quella che si è instaurata con il Ministro Di Pietro e la sua struttura, il positivo rapporto con Autostrade, testimoniano che una visione "metropolitana" delle problematiche e delle potenzialità del territorio bolognese, la sua centralità nel sistema regionale, la sua strategicità nel sistema nazionale, sono non solo acquisite, ma si traducono in azioni coerenti e coordinate.

Resta ancora molto da fare, a partire dal casello autostradale di Crespellano per arrivare al Passante Nord passando dalle altre infrastrutture "minori" solo per dimensione ma assolutamente centrali e strategiche per l'efficientamento del nostro sistema viario.

Ma il cammino è avviato bene e questo deve tradursi in un ragionevole ottimismo ed in una rinnovata fiducia nella possibilità di concretizzare l'ambizioso, complesso, ma necessario e realistico, progetto strategico che abbiamo - insieme - costruito.

Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo al Ministro Di Pietro che, con la solita e assoluta franchezza, ha dimostrato un'attenzione non formale alle nostre istanze ed ha promosso e realizzato due importanti obiettivi:

- il primo, con la collaborazione del Governo e della maggioranza per rendere disponibili le risorse per la progettazione esecutiva;

- il secondo portare all'attenzione dell'Unione Europea il progetto di Passante e la volontà di affidarlo direttamente ad Autostrade, in quanto variante del tracciato autostradale esistente.

Due passaggi chiave che hanno rimesso in moto il processo che porterà Bologna a realizzare un'infrastrutturazione di interesse nazionale capace di dare sollievo alla congestione e sostenere il progetto di sviluppo che con il PTCP abbiamo delineati nei suoi tratti fondamentali e con i PSC stiamo traducendo in ipotesi puntuali e in previsioni temporali e dimensionali.

Ancora in questi giorni, ed anche oggi, si sono riacutizzate le proteste di chi si contrappone al passante, fino alla previsione di un referendum sulla sua fattibilità.

Ogni voce legittimamente ha diritto ad esprimersi, ma voglio ricordare e ribadire che il processo che ha portato alla decisione del Passante nord come migliore soluzione possibile tra quelle prospettate è stato un processo aperto, che ha coinvolto tutti coloro che oggi chiedono di rimettere in discussione una decisone presa in modo democratico, trasparente, legittimo e meditato.

Il sistema istituzionale deve dimostrare la sua efficienza anche riuscendo a dare seguito alle sue decisioni, sarebbe intollerabile e anche rischioso se il sistema democratico di formazione delle decisioni venisse inteso come un sistema infinito di discussione che non produce mai fatti o decisioni.

Ed invito quanti brandiscono oggi la richiesta di andare a chiedere ai cittadini se sono d'accordo a riflettere sul fatto che l'argomento Passante Nord è stato al centro della campagna elettorale amministrativa e che i cittadini anche in quel modo si sono espressi e che si rischia dando spazio ad erosimi, localismi e particolarismi di creare una ferita insanabile all'idea di comunità, di sussidiarietà, di mutuo aiuto, che anche oggi con il problema rifiuti sta emergendo essere uno dei punti deboli del nostro sistema istituzionale e del senso civico che più generalmente si esprime.





 






      Per parlare con la redazione del sito scrivi
      all'indirizzo organizzazione@beatricedraghetti.org
www.provincia.bologna.it