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Beatrice Draghetti Presidente

il programma di mandato
 
 


INTRODUZIONE


  " Per te stesso - dice Socrate ad Alcibiade
che lo interroga sui requisiti per un buon
governo - devi prima conquistarti la virtù,
tu o chiunque altro che voglia governare
e prendersi cura non solo privatamente
di sé e delle sue cose, ma anche della
cosa pubblica e dei suoi affari".


"…il patrimonio di storia, di cultura civile, amministrativa ed economica che le Province italiane rappresentano è risorsa preziosa per l’intera Repubblica. Istituzione fra le più antiche, la Provincia promuove l’innovazione amministrativa, la qualità e l’efficienza dei servizi per lo sviluppo locale, secondo i principi di sussidiarietà, di trasparenza, di leale collaborazione e di partecipazione. Valorizzare le identità e le culture del territorio nell’alleanza delle autonomie, garantisce coesione sociale, stabilità e buon governo; rafforza nella coscienza civile la fiducia ed il sentimento di appartenenza alla patria italiana e a quella europea…"(Carlo A. Ciampi)
Attraverso l’esercizio della nostra responsabilità amministrativa intendiamo lavorare perché i cittadini possano vedere, conoscere ed apprezzare il volto amico della istituzione-Provincia.Compito di chi ha responsabilità pubbliche nella comunità e nella città èpromuovere tutte le persone. Ciò si realizza solo facendo scelte preferenziali, che potranno essere anche "a caro prezzo", ma a cui, per il bene comune, non bisogna rinunciare mai.
Quello che vogliamo esplicitare è il nostro impegno ad amministrare il futuro;il futuro dovrà essere il criterio che ispira tutte le nostre scelte.
Guardando al futuro, intendiamo orientare tutto il nostro programma secondo alcune linee prioritarie, che vogliamo rispettare nell’esercizio di ogni competenza della Provincia e in ogni ambito di intervento.
E’ importante che i cittadini, oltre a beneficiare di un’efficace azione di governo, ne siano anche davvero consapevoli, condividendo le scelte di fondo.

Un governo per la pace e la concordia. La pace è promozione di giustizia: un interesse generale per la cui piena realizzazione ogni scelta personale e pubblica ha rilevanza.
L’amministrazione del territorio rappresenta un laboratorio efficacissimo per politiche, progetti e azioni tesi a realizzare obiettivi che sono condizioni imprescindibili per la pace.
Anche la Provincia di Bologna è importante per la pace nel mondo.
Interpretare l’identità e la vocazione storica di Bologna vuol dire fare della pace l’impegno principale delle nostre pubbliche istituzioni.
Accogliere, integrare, partecipare, mediare, promuovere sono azioni di pace.
La "pace lontano" si unisce alla "pace vicino" i cui attori diretti siamo noi, ognuno di noi, singola persona o istituzione. La pace deve essere una questione di ordinaria amministrazione, una scelta di fondo che le dà una impronta precisa a partire dalla nostra azione quotidiana. In questo humus, intenzionalmente perseguito giorno dopo giorno, possiamo e dobbiamo porre e far crescere iniziative, strumenti e imprese di pace che allarghino la tenda della nostra convivenza.
Il progressivo affermarsi del processo che trasferisce competenze dal livello centrale di governo centro alla periferia ci dovrà impegnare in un lavoro ampio e condiviso per consolidare un governo integrato e solidale nel territorio.
Applicando i principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, vogliamo valorizzare e ottimizzare le competenze di ciascuna realtà, titolare di funzioni.
Vogliamo creare le condizioni per una reale integrazione delle opportunità, evitando irrigidimenti di nuovi poteri, arroccamenti di posizioni, zone franche.
Non un’arida operazione di ingegneria istituzionale ma che il nostro governo sia utilizzato e percepito dai cittadini come vicino ed efficace.
E necessario fare sistema, progettando ed agendo sempre più in una logica metropolitana, rompendo definitivamente la tendenza all’ognuno per sé.
 
Le persone: cittadine e cittadini in comunità prospere ed accoglienti. La nostra azione amministrativa parte dall’obiettivo di dare rinnovata concretezza alla attuazione dei principi fondamentali della Costituzione.
Non si tratta solo di un richiamo formale, ma è una modalità significativa per umanizzare e rendere efficaci i nostri programmi.
Quei principi, luminosamente espressi nei primi 12 articoli della Costituzione, contengono la sintesi per il nostro impegno nei confronti delle persone, di ogni persona, ed il contenuto più autentico delle funzioni che dobbiamo esercitare. In essi possiamo ritrovare una seria ricomposizione delle esigenze personali e comunitarie per le quali dobbiamo elaborare e progettare risposte.
 
Lo sviluppo del territorio e la qualità della vita. L’azione politica può intervenire sulle variabili della qualità della vita armonizzando priorità e criticità con compatibilità e sostenibilità.
Per rispondere ai bisogni della comunità le scelte devono essere ordinate secondo le priorità, le criticità affrontate in armonia con le compatibilità fra vita sociale e sviluppo economico e la gestione delle risorse naturali.
Perché un processo di sviluppo sia orientato alla ricerca della qualità della vita, nelle sue diverse specificità riferibili alla vita degli uomini e all’ambiente naturale, deve esserci un approccio alla programmazione che non sia solo economico e tecnologico.
Il tema della qualità della vita è centrale in ogni nostra azione nei suoi aspetti più salienti: cittadinanza, responsabilità sociale delle imprese, scelte eco-compatibili e sostenibili ed equa distribuzione delle risorse.
Qualità della vita ma anche vita di qualità: qualificata nelle relazioni tra persona e comunità e tra economia e società. L’esercizio della nostra azione politica deve interpretare i compiti di indirizzo e di controllo, armonizzando in reciproca cooperazione attività economiche, condizioni di lavoro ed elementi di qualità dell’ambiente naturale e sociale.
 
Che cos’è la Provincia Con le riforme degli ultimi anni, la Provincia ha visto valorizzare da parte del legislatore il proprio ruolo e la propria posizione nell’ambito del «sistema delle autonomie». L’emanazione della Legge 81 del 1993 ha segnato una svolta decisiva negli equilibri di potere delle amministrazioni locali, sancendo l’elezione diretta del presidente della Provincia e identificando in questa figura il referente politico generale della comunità provinciale.
Una serie di deleghe di provenienza statale e regionale, regolate dalla Legge Bassanini, dal decreto legislativo 112/98 e, in Emilia Romagna, dalla legge 3/2000, ed infine le modifiche alla Costituzione, approvate dal referendum popolare del 2001, hanno trasformato la Provincia da ente settoriale in ente di governo del territorio a competenza generale.
Dagli originari compiti di gestione delle scuole tecniche, delle strade e degli ospedali psichiatrici, a partire dal 1990, (Legge 142/1990 e legge 265/1999) la Provincia si è notevolmente modificata, aggiungendo compiti significativi che le riconoscono il ruolo di snodo tra Comune e Regione: dall’approvazione dei Piani Strutturali dei Comuni alla realizzazione del "Piano Territoriale di Coordinamento" che raccoglie le esigenze di sviluppo della comunità provinciale e le concerta con la programmazione regionale.
Le politiche di decentramento iniziate con la legge 59/97, applicando in maniera sistematica il principio di sussidiarietà, hanno identificato nelle Province una struttura organizzativa adeguata per far fronte ai trasferimenti di funzioni statali. In alcuni settori fondamentali, infatti, come la manutenzione stradale e la viabilità, la Provincia presenta un’esperienza ed una idoneità tecnica che altri enti non hanno.
Alla Provincia fanno capo funzioni e servizi ai cittadini, che possono essere esercitati in autonomia o in concorso con altri enti, nei settori della tutela della salute, dell’istruzione scolastica, della formazione al lavoro; ad essa compete anche la programmazione, il sostegno e il coordinamento delle attività economiche e produttive, la mobilità, la costruzione e la manutenzione della viabilità extraurbana.
In concorso con altri enti, la Provincia contribuisce anche alla gestione di tutta una serie di materie attraverso politiche di programmazione negoziata. Può dare vita in questo modo a Patti territoriali, contratti d’area, Agenzie d’Ambito per amministrare al meglio le risorse idriche ed energetiche, lo smaltimento dei rifiuti, i trasporti pubblici, l’edilizia residenziale, le politiche sanitarie e la protezione ambientale.
Nel 2001 l’approvazione del nuovo Titolo V della Costituzione ha riconosciuto la dignità costituzionale della Provincia e la sua autonomia statutaria e finanziaria. La Provincia di Bologna è dunque chiamata nei prossimi anni a dare consolidamento agli assetti istituzionali che le riforme hanno introdotto ed in particolare dovrà affrontare il tema del governo metropolitano e della Città Metropolitana che necessita di una definizione funzionale per puntare ad un efficace governo del territorio, tramite un processo che deve coinvolgere l’insieme degli enti locali del territorio provinciale.

Un’Assemblea per governare bene Il Consiglio provinciale è luogo qualificato ed importante in cui si rinnova quell’esercizio della dialettica democratica e istituzionale, vitale per la vivacità e l’efficacia del dibattito politico e, cosa ancor più importante, delle nostre istituzioni.
Ognuno nel Consiglioè chiamato a farsi carico dell’onere della proposta, della critica costruttiva, del controllo dell’efficacia dell’azione amministrativa.
Negli ultimi anni il processo di riforma del sistema istituzionale e delle autonomie locali italiano ha investito le persone chiamate a responsabilità primarie di governo, come sindaci e presidenti di provincia, di un diretto consenso e di un conseguente diretto affidamento del governo da parte degli elettori.
Mai questo consenso e questa diretta responsabilità possono essere il presupposto di pratiche di governo fondate sull’arbitrarietà e sull’isolamento dell’esecutivo. Al contrario le funzioni allocate in capo al Consiglio provinciale, se esercitate con puntualità e determinazione, sono in grado di garantire, in un clima di collaborazione istituzionale con la Giunta, una migliore complessiva efficacia dell’Amministrazione.
Crediamo davvero al valore ed al ruolo del Consiglio e intendiamo pienamente avvalercene, sicuri che saprà essere rigoroso nel controllo e vivace nella proposta.
Grande rispetto si deve all’autonomia funzionale ed organizzativa del Consiglio che è garanzia di quell’equilibrio di pesi e contrappesi, fondamento di ogni ordinamento del costituzionalismo democratico, di cui anche la salvaguardia del ruolo delle minoranze è parte integrante.
Alle minoranze del Consiglio vanno assicurati il rispetto e la valorizzazione di quelle prerogative e di quell’esercizio di funzioni di garanzia che le leggi e i regolamenti prevedono e che le opposizioni sono chiamate a esercitare con rigore e spirito costruttivo.
Intendiamo assicurare loro un’apertura alle proposte che verranno e che saranno oggetto di una valutazione attenta, seria e rispettosa, capace di andare oltre le differenti collocazioni politiche, presupposto per scelte fatte sulla base della ricerca del bene comune.




 






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